Se c’è un settore in cui la Sicilia riesce a sorprendere, è quello della capacità di sopravvivere senza guida. Non parliamo di piccoli uffici comunali o di associazioni di quartiere, ma del cuore pulsante del nostro welfare: il Servizio Sanitario Regionale. Eppure, questa macchina continua a funzionare anche quando manca il guidatore.
Gli studiosi chiamano questa situazione “anarchismo funzionale”.
Non ha nulla a che vedere con i movimenti anarchici. È una situazione caratterizzata da:
Acefalia: il vertice è vacante, oppure è affidato a figure provvisorie
Auto–organizzazione: chi lavora in trincea si regola da solo.
Adattamento emergente: i problemi si risolvono con telefonate e reti informali.
Resilienza senza efficienza: il sistema non collassa, ma spreca energie.
Neal Stephenson in Criptonomicon (1999), fornisce una metafora potentissima, paragonando la società umana a un sistema operativo come Windows o OS. Il “Re” o il “Presidente” è semplicemente una finestra grafica (FG) lanciata su questo sistema. È l’interfaccia più visibile e user-friendly, ma non è il sistema operativo stesso. Il sistema operativo sottostante sono le leggi non scritte, le procedure burocratiche sedimentate, la cultura istituzionale, l’etica professionale dei dipendenti, le reti informali di collaborazione. Questo sistema è profondamente resiliente e continua a funzionare anche se la “finestra” del leader si blocca, crasha o viene chiusa.
La FG (Il Leader): Il Direttore Generale, il Commissario, il Ministro. La loro funzione è di ottimizzare il sistema, lanciare nuovi “programmi” (riforme, piani), allocare risorse in modo strategico e risolvere i conflitti che il sistema operativo base non può gestire. Sono utili, ma non strettamente necessari per le operazioni di base. Quando un leader manca o è inefficace, il sistema operativo sottostante (il “kernel“) continua a eseguire i suoi processi base in modalità “safe mode” o con priorità molto basse. Il leader è quindi solo la FG, mentre il kernel del sistema operativo continua a funzionare anche se la FG si blocca.
Come si applica tutto questo a un sistema fortemente verticistico come il Servizio Sanitario regionale, dove i leaders sono spesso nominati più per appartenenza che per competenza, e dove gli intervalli di sede vacante fra Direttori Generali sono governati da contrasti interpretativi fra principi di spartizione per appartenenza più che da necessitá reali?
Grazie all’analisi di decreti e atti aziendali, sappiamo che nel giugno 2024 quasi tutte le ASP e AO hanno avuto un nuovo Direttore Generale con mandato triennale. A luglio 2024 si è aggiunto il DG dell’ASP Catania. Nel 2025 sono avvenuti due casi emblematici:
- ASP Palermo: DG Faraoni nominata Assessore (gennaio 2025), funzioni affidate al DS Antonino Levita.
- ASP Trapani: DG Croce dimissionario (maggio 2025), commissario straordinario Sabrina Pulvirenti dal 3 luglio 2025.
Su 18 grandi enti, 2 non hanno un DG titolare. Ma la macchina continua a funzionare.
Perché non crolla tutto?
- Protocolli clinici che guidano le cure indipendentemente dalla politica.
- Etica professionale di medici e infermieri.
- Burocrazia di base (stipendi, forniture, cartelle cliniche) che prosegue per inerzia.
Il fatto che non crolli non significa che funzioni bene. Anzi: innovazione ferma, crisi gestite male, spreco di energie, accountability assente. UN SISTEMA IN SAFE MODE.
Nessun ospedale chiuso, nessuna catastrofe. Ma neanche un passo avanti. La sanità siciliana sopravvive in “safe mode”: come una vecchia auto malconcia che cammina a stento in cittá, ma che non porteresti mai in autostrada.
È l’anarchismo funzionale: non libertà, ma sopravvivenza eroica di chi ci lavora.
Possiamo trarre da questa storia un messaggio forte:
- Non basta che le cose non crollino: serve farle funzionare davvero.
- La differenza tra “tirare a campare” e “funzionare” è la leadership competente.
- Bisogna garantire nomine tempestive e trasparenti, manager sanitari scelti per capacità, accountability e investimenti mirati.
Perché la baracca va avanti anche senza DG. Ma resta una baracca. E i siciliani meritano molto di più.
Già professore ordinario di Gastroenterologia dell’Università di Palermo e Direttore dell’UOC di Gastroenterologia del’AOUP “P. Giaccone”



