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CARO VOLI: NON POTETE CONTINUARE AD IMPROVVISARE!

Quotidiani e siti di informazione titolano a tutta pagina sul caro voli da e per la Sicilia nel periodo natalizio. La fantasia si sbizzarrisce, chi calcola la percentuale di aumento rispetto alle tariffe praticate in periodi non festivi, chi dimostra che per tornare in Sicilia è meno costoso passare da Malta, piuttosto che prendere il volo diretto da Roma o da Milano.

MA IL CARO VOLI NON E’ UNA SORPRESA. E’ un fenomeno che si ripete a Natale, a Pasqua, nei ponti di primavera, prima e dopo le vacanze estive. Il famigerato “algoritmo”, osserva la crescita della domanda e applica conseguenti incrementi sulle tariffe. Niente di nuovo, se fosse un film si potrebbe dire: è l’economia, bellezza!

La risposta a questo fenomeno non possono essere gli sconti, invero di modesta entità, che la Regione siciliana propone da qualche tempo, mettendoli a carico del suo bilancio. All’applicazione dello sconto, in questi anni, è sempre corrisposto un ulteriore aumento che, di fatto, ne vanifica l’effetto. Il cittadino non ottiene alcun beneficio, le compagnie ingrassano i loro profitti. Nè la soluzione piò essere l’ormai celeberrimo trenino natalizio, ricchi premi e cotillon, che Schifani ed Aricò si ostinano a promuovere con immane sforzo di propaganda.

NO, LO RIPETIAMO DA ANNI, la soluzione non può che stare nell’APPLICAZIONE DELLA COSIDDETTA CONTINUITA’ TERRITORIALE, come fa la Sardegna. Andare (e tornare) da Cagliari a Roma o Milano costa la stessa cifra ogni girono dell’anno, che sia il 13 novembre o il 23 dicembre, il 24 marzo o il venerdì di Pasqua. 

In effetti, la Regione siciliana sembra aver finalmente appreso la lezione, ma, PER MOTIVI IMPERSCRUTABILI, l’ha messa in pratica SOLO SU COMISO, a partire dal 1° novembre e per tre anni. PERCHE’, PRESIDENTE SCHIFANI? PERCHE’, ASSESSORE ARICO’? 

PERCHE’ NON ANCHE SU TRAPANI BIRGI, aeroporto, peraltro, gestito da AIRGEST di proprietà della Regione? E se, come sembra, la continuità territoriale non può essere applicata agli aeroporti maggiori di Palermo e Catania per regole dettate dall’Unione europea, PERCHE’ IL GOVERNO REGIONALE NON AVVIA UN’AZIONE ENERGICA, ANCHE ATTRAVERSO GLI EUROPARLAMENTARI SICILIANI, QUALUNQUE SIA IL LORO COLORE POLITICO, PER CAMBIARE QUESTO REGOLAMENTO?

ATTENDIAMO RISPOSTE, CONSAPEVOLI DELL’IMPORTANZA DI QUESTO TEMA PER CENTINAIA DI MIGLIAIA DI SICILIANI. UN TEMA NEI CONFRONTI DEL QUALE NON E’ CONSENTITO SORPRENDERSI, NE’ IMPROVVISARE. 

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Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.

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