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LA REGIONE RIACQUISTA 33 IMMOBILI. MA A BENEFICIO DI CHI?

Finalmente sembra che ci siano riusciti. E la domanda sorge spontanea: a beneficio di chi? E’ da questa domanda che dobbiamo partire per occuparci dell’ennesima opera di “ sana amministrazione”, di questo governo regionale,  sulla quale ci permettiamo di mantenere un giudizio sospeso.

Il 28 agosto 2025 abbiamo pubblicato su questo blog l’articolo “Il gioco dell’oca: La storia del patrimonio immobiliare della Regione”  cui  rimandiamo per comprendere meglio la strana e curiosa operazione avvenuta nel 2007 di vendita e riaffitto degli stessi immobili da parte della Regione Siciliana.

Oggi ci occupiamo dell’epilogo di quell’iniziativa che si sta concludendo in sostanza con il riacquisto da parte della Regione di quegli stessi immobili che aveva venduto nel 2007. Raccontiamo i fatti sintetizzando quello che è accaduto prima (nel 2007 governo Cuffaro) e quanto sta accadendo  (governo Schifani).

Nel 2007 venne costituito il fondo FIPRS i cui soci erano la stessa Regione al 35%, la Pirelli RE al 22% e la RREEF global opportunities management Srl. Le quote della Pirelli Re e della RREEF oggi appartengono a due società di diritto lussemburghese la Trinacria S.a.r.l e la Sicily Investments S.a.r.l.

Le fonti giornalistiche riportano che al fondo FIPRS vennero conferiti dalla Regione Siciliana 33 immobili per un valore complessivo di circa  263 mln di euro. I soci del fondo coprirono i costi dell’operazione attraverso un apporto di equity di 105 mln e ricorso al debito  bancario per 158 mln di euro ( il debito venne garantito dal valore degli immobili conferiti).

La Regione prese in affitto  gli stessi immobili conferiti pagando in un primo momento canoni annuali  di 20 mln annui e successivamente di 15 mln che sembra siano poi stati ridotti fino a 9 mln. Sembra dunque che la Regione in questi 19 anni abbia speso più di 300 mln di euro per l’affitto di questi immobili.

Non esistendo l’obbligo di pubblicazione di bilanci ufficiali non possiamo dare conto del valore attuale degli immobili che risultano nei documenti  del FIPRS, un dato risalente al 2016  definiva il valore di mercato del fondo in 217,6 mln di euro.

La Regione ha più volte  cercato le condizioni per rientrare nella proprietà degli stessi immobili precedentemente venduti e in tempi a noi più recenti esattamente nel 2023 ha disposto di acquistare il 65% delle quote del FIPRS che non erano in suo possesso. Più esattamente ai sensi dell’articolo 22, comma 7, della legge regionale 21 novembre 2023, n. 25  “Il Dipartimento regionale delle finanze e del credito è autorizzato ad acquistare fino al 65% delle quote del Fondo immobiliare pubblico Regione Siciliana (FIPRS) allo stato detenute da Trinacria Capital S.à.r.l. e Sicily Investment S.à.r.l. per un valore massimo di 70.000 migliaia di euro ”;  con la stessa norma regionale venne  istituito il corrispondente capitolo di spesa n. 620505, del Bilancio della Regione, nell’esercizio finanziario 2023.

A fronte di tale delibera, con DDG 1242 del 28/12/2023 a firma del dirigente generale del Dipartimento Finanze e Credito venne impegnata la somma di 68,5 mln di  euro per provvedere al pagamento e venne indicato il termine del 30 giugno 2024 “ per concludere le procedure conseguenti alla manifestazione di volontà delle parti”. 

Il mistero aleggia sempre nelle stanze del potere e,  benchè deliberata , l’operazione non fu portata allora a compimento.  Non c’è traccia di quali siano state le attività che sono state poste in essere nei successivi 20 mesi .

Improvvisamente nel settembre del 2025, una nuova accelerazione. Vengono conferiti due incarichi:

– alla società BIP Law & Tax S.T.A. s.r.l. per un supporto tecnico-specialistico per lo svolgimento di attività di assistenza e supporto legale nell’ambito dell’operazione di acquisizione delle quote del Fondo FIPRS;

– alla società Praxi S.p.A. per l’attività di due diligence sul Fondo FIPRS.

Tutto viene rimesso in movimento e la legge regionale n. 1 del 05/01/2026 “Legge di stabilità regionale 2026-2028”  dispone   all’art. 59, comma 2,  l’istituzione del capitolo di spesa 620505 “Oneri derivanti dall’acquisizione di quote del Fondo immobiliare Pubblico Regione Siciliana (FIPRS)” allo stato detenute da Trinacria Capital   S.A.R.L. e Sicily Investments S.A.R.L.” missione 1 programma 3 con una dotazione finanziaria di 70 mln.

Più di recente  ed esattamente il 24/3/2026 con DDG 277 firmato dal Dott. Silvio Cuffaro ( che la storia inizi con un altro Cuffaro può essere solo un caso) è stato messo in esecuzione l’accordo di vendita fra la Regione Siciliana e i soci Trinacria Capital s.a.r.l  e Sicily Investments S.a.r.l. a fronte di un pagamento di euro 68,5 mln.

Quindi eccolo qui l’epilogo dell’operazione di vendita degli immobili della Regione Siciliana alla FIPRS:  dopo 19 anni e dopo avere speso circa 300 mln di fitti passivi ricompriamo gli stessi immobili spendendo ancora altri 68,5 mln.

E’ stato veramente un  affare?  Per chi? E’ del tutto evidente che  intorno a questa operazione molti privati hanno guadagnato molto bene, basterebbe pensare alle spese di gestione riconosciute alla SGR che ha gestito il fondo, alle consulenze attribuite, alle commissioni a vario titolo pagate per prestazioni svolte, agli stessi interessi passivi sul debito, alla gestione dei contenziosi legali che sono sorti: messi insieme sono parecchi milioni di euro. 

Il Presidente Schifani in questi giorni ha dichiarato che la Regione con l’operazione di riacquisto  risparmierà i soldi degli affitti. Ma a quanto ammontano questi affitti? L’Assessore Dagnino ha dichiarato che tra i 30 immobili che si riacquisiscono (ma non erano 33?), molti sono strategici e degli altri si vedrà che farsene (ma se non erano strategici perché abbiamo continuato a pagare affitti?). Ci chiediamo inoltre il fondo FIPRS  rimane attivo? La SGR che gestisce il fondo continuerà a gestirlo? Qualcuno può dire parole di chiarezza? 

Infine ci permettiamo di esprimere un altro dubbio. Quando l’operazione è cominciata il fondo FIPRS aveva un debito bancario di 158 mln.  Oggi questo debito c’è ancora? E’ stato ridotto ? E’ stato estinto? In base a quella che era la durata originaria  del fondo (15 anni)  questo debito dovrebbe essere totalmente estinto.

Facendo due conti ci pare che qualcosa non torna. Quanto meno in termini di trasparenza.   Se la Regione sta pagando 68,5 mln  di euro  per il 65% del fondo vuol dire che il valore del fondo è di circa 105 mln (la Regione già detiene il 35%). Quindi gli immobili detenuti dal fondo quanto valgono? Valgono molto meno di quando sono stati conferiti oppure si sta tenendo conto del fatto che esiste ancora una parte di debito da pagare? Insomma questo prezzo di 68,5 mln come è stato determinato? Considerato che la Regione ha dato mandato alla società Praxi S.p.A. di effettuare una due diligence che forse chiarisce questi aspetti suggeriamo di rendere note queste informazioni. 

La domanda “a beneficio di chi”  rischia, in caso contrario, di diventare rumorosa come una valanga.  

Mario Mancuso
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Mario Mancuso, già dirigente del Monte dei Paschi di Siena, è stato componente del CdA del Fondo nazionale pensione complementare della scuola, componente del consiglio direttivo della CCIAA di Siracusa, dirigente sindacale del settore credito. Artista poliedrico ha curato regie teatrali amatoriali, e partecipato a collettive e mostre personali di pittura. È laureato in Scienze e tecniche Psicologiche.

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1 commento

  1. a tal proposito, mi permetto di suggerire la rilettura di una poesia di Quasimodo. Uomo del mio tempo, dove si descrive l’uomo che, nel corso della storia, cambia metodo, ma sostanzialmente, rimane prevaricatore e ferino. Buona “rilettura”

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