C’era una volta un Presidente di Regione che amava decantare i suoi successi, ed insieme fare promesse solenni. Diceva di aver salvato la sanità siciliana e di aver azzerato il deficit, voleva costruire termovalorizzatori in tempi record, aprire “in persona personalmente” i cantieri del Ponte sullo Stretto entro l’anno, distribuire acqua fresca e limpida agli agricoltori con i dissalatori mobili ed assumere centinaia di persone per rafforzare la macchina pubblica.
Si circondava di cortigiani plaudenti, ogni tanto sceglieva di concedere un’intervista ad un giornalista amico, esperto in agiografia. Qualcuno però sostiene che mentre raccontava le sue gesta, in un delirio di soddisfazione, gli si allungasse pericolosamente il naso…
Già, perché purtroppo, dati e realtà raccontano un’altra storia…e, come nelle favole, c’è sempre un grillo parlante che ti richiama alla realtà.
La sanità pubblica siciliana è allo sbando, con liste d’attesa infinite, cariche apicali distribuite per appartenenza dopo lotte feroci tra i partiti della maggioranza, strutture fatiscenti, medici in fuga verso il privato. La rete ospedaliera, vanto di Schifani e della Faraoni, è scritta in funzione della capacità di imporsi dei politici del territorio: avrai un posto letto se hai un compaesano potente. Dimenticavo…siamo ancora in piano di rientro, con una capacità di spesa paralizzata…
Il post-Covid, con le massicce iniezioni di capitali pubblici, dal bonus 110 al PNRR, ha consentito ad un’economia debole e dipendente dal pubblico come quella siciliana di registrare timide crescite del PIL e, conseguentemente, maggiori entrate fiscali e riduzione del deficit. Altro che politiche espansive del governo… il naso sporge sempre più pericolosamente…
Il piano dei rifiuti è antistorico. Crede fideisticamente nel miracoloso fuoco salvifico dei termivalorizzatori che ci netteranno da ogni rifiuto, dimentica la raccolta differenziata e l’economia circolare, semplicemente è vecchio. Ma Schifani, avendo appaltato la progettazione di massima (!!!), è convinto di essere al 40% del percorso: più incompetente, che bugiardo!
Il Dio delle piogge lo ha aiutato negli ultimi giorni, dopo l’ultimo rifiuto ad una irrigazione straordinaria per le arance a Bivona. Se basterà! Restano le dighe non collaudate, gli invasi pieni di fango, la rete idrica colabrodo. Anche qui la trovata da prestigiatore: i dissalatori mobili, costosissimi, del tutto insufficienti e, per giunta rumorosi! Tanto da poter lavorare solo di giorno…
Il Ponte è rinviato a data da destinarsi, viste le lacune del progetto già da punto di vista economico ed amministrativo segnalate dalla Corte dei conti. Per le assunzioni…ne parliamo l’anno prossimo!
A proposito di favole: Schifani definisce i rapporti con gli alleati “ottimi, con tutti, senza distinzioni. Un clima sereno e franco, senza tensioni, né sbavature”… si allunga ancora…ma quando arriva a dire che “non teme sgambetti sulla via della ricandidatura”, la frase si interrompe a metà: il naso pendeva tanto che il presidente è caduto in avanti!!!
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.



Un naso talmente lungo da poter sostituire, a breve, il ponte sullo stretto.
“Purtroppo”, per il presidente Pinocchio, le piogge di questi giorni risollevano in parte la Sicilia dalla presunta siccità. Si sarà già messo all’opera per far svuotare gli invasi (come la diga Trinità docet). D’altronde, ci dirà che non sono stati ancora collaudati (alcuni da quasi 70 anni).
E come il Pinocchio collodiano – metafora più che appropriata – , gli basterà ammettere (al contrario del povero innocente Pinocchio) la sua reale colpevolezza del disastro arrecato per essere dichiarato “innocente” .