Il recente articolo de “Il Post” sul divieto nazionale di assumere medici gettonisti nei Pronto Soccorso (in vigore dal 31 luglio 2025) ha evidenziato rischi sistemici per la sanità pubblica. La Sicilia, nonostante lo statuto speciale, è pienamente soggetta al decreto governativo (DPCM giugno 2024), come confermato dalla circolare n. 127/2025 dell’Assessorato regionale alla Salute, e si trova in una posizione critica unica nel panorama italiano, con dati che prefigurano un’emergenza imminente.
Mentre la media nazionale di turni coperti da gettonisti è del 18%, in Sicilia si supera il 60% negli ospedali metropolitani e raggiunge picchi dell’80% in strutture come l’AOOR Villa Sofia–Cervello di Palermo.
Nel 2024, la Regione ha speso 10,3 milioni di euro per questi contratti (seconda solo alla Lombardia), con costi orari fino a 100 € per medico. Entro fine ottobre 2025, il 42% dei 1.852 contratti attivi scadrà, lasciando scoperti circa 778 turni mensili in Pronto Soccorso. Un ulteriore 26% (482 contratti) cesserà entro marzo 2026.
L’impatto sui servizi e sul territorio si manifesterà in Sicilia, con un effetto a cascata, a tre livelli:
- Tempistica: Agosto-settembre 2025 coincidono con picchi turistici (+30% di accessi ai PS) e carenza di personale in ferie. Province come Enna e Caltanissetta, dove il 70% dei turni notturni è gestito da gettonisti, potrebbero registrare chiusure temporanee dei reparti.
- Sovraccarico strutturale: Il deficit cronico di 1.494 unità tra medici e infermieri (dati Agenas 2024) costringerà il personale stabile a turni forzati, con un incremento stimato del 35% delle ore straordinarie. I tempi d’attesa negli PS, già a 31 ore medie, potrebbero raddoppiare.
- Disuguaglianze territoriali: Nelle isole minori ma ad alto flusso turistico stagionale (Stromboli, Pantelleria, Lampedusa, Marettimo) e nelle aree interne, il rischio di desertificazione sanitaria è concreto. A Lipari, l’unico PS dell’isola dipende per il 90% da gettonisti.
La Regione ha stanziato 14 milioni di euro per bonus fino a 12.000 €/anno ai medici in PS e zone disagiate, ma solo il 20% dei fondi è stato erogato a luglio 2025 a causa di ricorsi burocratici. Parallelamente, il Piano Sanitario 2025-2027 prevede tagli a 367 posti letto e la razionalizzazione di 12 presidi periferici, senza alcun potenziamento della medicina territoriale. Un controsenso se si considera che:
– Solo 500 medici sono in fase di assunzione su 1.200 posti banditi nel 2024.
– Il 62% dei contratti per specializzandi in emergenza-urgenza è rimasto scoperto negli ultimi due anni.
La Sicilia, pur godendo di autonomia in materia sanitaria, non può derogare al decreto nazionale poiché questo incide sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), competenza dello Stato. La Corte Costituzionale (sentenza n. 156/2025) ha ribadito che le regioni a statuto speciale devono conformarsi ai criteri di contenimento della spesa per il personale sanitario. Il paradosso è che i 2,2 miliardi di euro spesi a livello nazionale per i gettonisti tra 2019-2024 (di cui 210 milioni in Sicilia) avrebbero potuto finanziare l’assunzione di 1.500 medici con contratti stabili in tutta l’isola.
L’abolizione dell’impiego dei medici gettonisti è teoricamente un passo verso il superamento del precariato, ma in Sicilia rischia di innescare un collasso per quattro fattori:
1. Assenza di turnover: Servirebbero 3 anni per colmare i vuoti con le attuali procedure concorsuali.
2. Fuga dei professionisti: Il 38% dei medici under 40 ha presentato domande di trasferimento al Nord nel 2024 (Fnomceo).
3. Fragilità organizzativa: Solo il 10% dei fondi PNRR per telemedicina e medicina territoriale è stato utilizzato.
4. Sicurezza: Il 48% delle aggressioni al personale sanitario avviene in PS, scoraggiando nuove assunzioni.
La transizione verso un modello sostenibile richiederebbe un piano straordinario:
– Short-term: Deroghe mirate per i PS a maggiore criticità (es. Palermo, Catania) fino a dicembre 2025.
– Medium -term: Semplificazione concorsi e riconoscimento titoli per medici UE non ancora abilitati in Italia.
– Long -term: Ricalibrare il 50% dei fondi ex-gettonisti per aumentare gli stipendi base del 25% e creare una “rete di emergenza integrata” tra ospedali hub e presidi territoriali.
Mancano però strumenti normativi coordinati tra Stato e Regione. Senza un intervento immediato, la Sicilia pagherà il prezzo più alto della riforma, trasformando una necessaria correzione di sistema in un’emergenza umanitaria.
Già professore ordinario di Gastroenterologia dell’Università di Palermo e Direttore dell’UOC di Gastroenterologia del’AOUP “P. Giaccone”




Medium -term: Semplificazione concorsi e riconoscimento titoli per medici UE non ancora abilitati in Italia.
Giustissimo, ma sarebbe importante soprattutto riconoscere i titoli a medici extra UE, difficile difatti che da un altro paese europeo, decidano di venire in Sicilia, la libera circolazione ed il riconoscimento delle professionalità esiste già da tempo in Europa, tanto e a tal punto che dall’Italia sono moltissimi a partire per Francia, Belgio ed altri stati.
È l’esempio dei medici cubani in Calabria, che invece apre le porte a soluzioni che possono dare ottimi risultati. Anche l’agevolare la migrazione legale di professionisti potrebbe portare benefici nel settore oggi al collasso.