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LA NOSTRA ITACA E’ L’EUROPA. RIFLESSIONI A VALLE DI CEUTA…

La fotografia impietosa che ci consegna la cronaca di queste ore non è soltanto il resoconto di un disastroso scivolone diplomatico.

La durissima reazione della Spagna – che minaccia ritorsioni per la scelta dell’Italia di ripristinare i controlli alle frontiere in seguito alla crisi dei migranti di Ceuta – è la certificazione del fallimento su tutta la linea dell’impostazione ideologica di questo governo. Da agrigentino, come segreteria politica di una comunità riformista che vive sulla propria pelle, ogni singolo giorno, la complessità dell’essere l’estrema frontiera del Mediterraneo, vi dico con assoluta fermezza che non possiamo più tollerare questa miopia. Chi oggi siede a Roma sta tradendo il nostro territorio, riproponendo il logoro e pericoloso copione dell’illusione sovranista. Pensare di risolvere la gestione dei flussi migratori blindando gli aeroporti e litigando con un Paese alleato significa adottare la solita politica della distrazione di massa:

  • Si crea un nemico esterno (in questo caso Madrid) per distogliere l’attenzione dalle palesi mancanze interne nella gestione dell’accoglienza.
  • Si adottano misure “tampone” e muscolari a favore di telecamera, ignorando la necessità di soluzioni strutturali.
  • Si ignorano i danni collaterali, mettendo a repentaglio la libera circolazione, il commercio e il turismo, pilastri della nostra economia.

L’Italia ha già dimostrato che un’altra strada è possibile. Noi riformisti sappiamo come si governa la complessità senza cedere agli slogan. Negli anni del Governo Renzi, il nostro Paese non alzava la voce per isolarsi, ma batteva i pugni sui tavoli europei per guidare i processi. È stato il governo Renzi a imporre all’Europa il Migration Compact, una proposta strutturale e visionaria per legare i fondi europei allo sviluppo dei Paesi africani, affrontando l’immigrazione alla radice e non al gate di un aeroporto. Ed è stata quella stessa stagione riformista a ridare credibilità all’Italia con riforme vere, dal Jobs Act a Industria 4.0, che hanno attratto investimenti dimostrando che eravamo un Paese serio, moderno e aperto, non una fortezza chiusa in se stessa.

Quell’Italia forte, pragmatica e autorevole è l’Italia che abbiamo il dovere di ricostruire. Oggi, alla Camera dei Deputati, serve una classe dirigente che non abbia paura di dire la verità agli italiani e che sappia indicare una rotta chiara:

  1. Diplomazia e alleanze, non ritorsioni: Invece di litigare con la Spagna, un governo serio costruirebbe un asse strategico mediterraneo per imporre un cambio di passo a Bruxelles.
  2. Schengen è la nostra libertà, ed è intoccabile: Sospendere Schengen significa arrendersi e rinnegare il sogno europeo. Noi difenderemo sempre la libera circolazione.
  3. Riformare Dublino: La vera battaglia non si combatte con le ritorsioni, ma imponendo in Europa il superamento definitivo del Trattato di Dublino e pretendendo una vera ridistribuzione dei migranti.

Le sfide che attendono il nostro territorio, la Sicilia e l’Italia intera non si affrontano con l’isolazionismo. Chi promette di difenderci chiudendoci in casa, ci sta solo condannando all’irrilevanza.

Il nostro Paese non è una piccola roccaforte rancorosa, ma una nazione fondatrice che ha il dovere di guidare il Continente. La nostra Itaca è l’Europa: il luogo dei diritti, della crescita economica, del pragmatismo e della vera solidarietà. È verso questo orizzonte che dobbiamo navigare con coraggio, competenza e visione. Ed è esattamente questa la rotta, e la battaglia politica, che sono pronto a portare con forza nelle istituzioni, a Roma, per restituire voce, peso e dignità alla nostra terra.

FRANCESCO RIZZO
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Francesco Rizzo (1995) è docente di Filosofia, Storia, Materie Letterarie e Lingue Classiche. Laureato con lode in Scienze Filosofiche e Storiche all'Università di Palermo e in Letteratura, Lingua e Cultura Italiana, si è formato professionalmente e ha collaborato con la Redazione dell'Officina di Studi Medievali di Palermo. Attivissimo promotore culturale nel territorio agrigentino e non solo, è Presidente di "Hosàytos - Editore, Biblioteca, Centro Culturale", realtà con la quale ha ideato e condotto quasi trecento eventi tra rassegne letterarie, mostre d'arte, presentazioni e progetti di rigenerazione urbana. È inoltre Direttore Editoriale della testata "Sorsi e morsi d'arte" e membro del comitato scientifico dello storico Circolo dei Nobili di Agrigento, con deleghe alla Filosofia, al Mondo Classico e alla Geopolitica. Studioso poliedrico, collabora con diverse università, istituzioni culturali (tra cui il Parco Archeologico della Valle dei Templi, Casa Pirandello e la Biblioteca Lucchesiana) e riviste scientifiche di settore, come VRBS e Studi sull'Oriente Cristiano. È autore di numerose pubblicazioni, indagini storiche e saggi filosofici, tra cui spiccano la monumentale indagine in quattro volumi "Summa Sicana" e il saggio del 2026 "Francesco Magno. Un pontificato sine glossa", opera consegnata personalmente all'autore in udienza dal Pontefice Leone XIV

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