Nella stessa giornata in cui viene sciolto per mafia il consiglio comunale di Paternò, il comune che esprime il gotha della politica siciliana, dal presidente dell’ARS al presidente del Senato della Repubblica, IL GOVERNO REGIONALE SUBISCE UNA SERIE DI ROVESCI, nel solco di una via crucis che inanella una “stazione” dopo l’altra.
Inizia l’ANAC, Autorità nazionale anticorruzione, che boccia la Regione siciliana sul fronte della gara d’appalto per l’affidamento dell’elisoccorso in Sicilia. L’Autorità “carenza di professionalità e competenze” e contesta la violazione del Codice degli appalti, dando all’amministrazione due mesi di tempo per mettersi in regola.
Prosegue la Commissione Regionale Antimafia, che chiede ufficialmente alla Regione di revocare la concessione demaniale sulla spiaggia di Mondello alla Società Italo Belga, che la detiene da tempo immemore. La causa? Avrebbe esternalizzato molte delle attività che le erano state affidate in concessione, senza che la Regione avesse la possibilità di chiedere la certificazione antimafia della società ricevente, purtroppo ben nota alle cronache giudiziarie. Tuona il presidente della Commissione, Cracolici: “Non ci pare che l’Assessorato al Territorio abbia finora esercitato il compito di vigilanza con responsabilità”.
E il paradosso della situazione sta nel fatto che la richiesta ufficiale di revoca è avvenuta all’unanimità, quindi anche con la firma dei tre componenti di Forza Italia. Ma, d’altra parte, cosa potevano fare Grasso, Intravaia e Mancuso? Erano rimasti in minoranza in Commissione, dal momento che tutti gli altri commissari del centrodestra, dalla DC a MPA alla Lega, si sono dimessi nel tempo in quanto coinvolti in indagini giudiziarie a vario titolo…
Il colpo di grazia lo dà Gian Antonio Stella, sul Corriere della Sera, che, dopo quasi due anni torna a parlare dello stato di abbandono e della cattiva manutenzione della VILLA DEL CASALE DI PIAZZA ARMERINA. Nessuna manutenzione, in particolare, sui mosaici, per i quali, al momento, è garantita solo la necessaria rimozione degli escrementi dei piccioni in attesa di un mega restauro sempre di là da venire.
Ma Stella, provocatoriamente, ricostruisce le vicende che seguirono il suo primo articolo, del 5 marzo 2024. E ricorda come il presidente Schifani, punto sul vivo, immediatamente si recò a visitare la Villa, ammise gravi criticità da risolvere “subito” e promise lavori immediati per restituire decoro all’ambiente che avrebbe personalmente seguito attraverso “rapporti quindicinali”. Soprattutto, garantì che era già esecutivo il progetto per il completamento del restauro dei mosaici per l’importo di €3.387.949. Stato di avanzamento dei lavori ad oggi: ZERO!
E allora monta quel senso di NAUSEA, MA ANCHE DI RABBIA, SORDA E TROPPE VOLTE REPRESSA, nei confronti di una classe di governo siciliana che non riesce gestire efficacemente NULLA, dall’elisoccorso, alle spiagge, al patrimonio artistico ed archeologico della Regione.
E allora, signor presidente Schifani, qui non ci sono soltanto assessori da cacciare perché appartenenti ad un “sistema-partito” o perché sotto processo o rinviati a giudizio per corruzione. CE NE SONO ALTRI CHE ANDREBBERO RIMOSSI per INCAPACITA’ GESTIONALE, INSIEME AI LORO DIRIGENTI PER NOMINA POLITICA.
E’ UN GOVERNO CHE HA FALLITO IN TUTTI I CAMPI, PRESIDENTE, NE PRENDA ATTO.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.



Su Piazza Armerina: inanellano annunci che riguardano lavori senza farli, e mentre i mosaici di uno dei primi siti UNESCO siciliani, con la valle dei templi, si degradano sempre più vistosamente davanti agli occhi dei turisti, la “valorizzazione” portata avanti dal parco consiste negli spettacoli e nelle sagre paesane. Un vero cabaret, povera Sicilia che per prima ha avuto una legge sui parchi .
Purtroppo quello che noi siciliani viviamo tutti i giorni, è un’amara sensazione di immobilismo sotto tutti i fronti. Sembra quasi di essere intrappolati all’interno delle sabbie mobili. Ormai ogni giorno esce un nuovo scandalo (politico/istituzionale), ma tutto rimane com’è, immobile.