Dopo il nostro intervento fortemente critico sul forum Ambrosetti tenuto a Taormina il 16 ottobre scorso, uscito con perfetto tempismo “prima” che l’incontro avesse luogo, è apparso un editoriale sulla rivista web “Finestre sull’arte” del 25 ottobre con una reazione stizzita e scomposta.
Ciò ci ha dato modo di tornare sull’argomento, con dovizia di dati e osservazioni, smascherando i risultati di un’operazione discutibile e approssimativa, costata molti soldi pubblici che avrebbero potuto essere spesi più giudiziosamente per la ricerca e per la conservazione dell’area archeologica di Naxos, la prima colonia greca della Sicilia.
Nel documento si troverà un approfondita discussione sul tema, a dimostrazione che conoscenza e competenza non si improvvisano dall’oggi al domani, e meno che mai dalle colonne di un giornale.
E a proposito di merito e competenza: perché ormai da molti mesi – a fasi alterne ma continuativamente dal gennaio di quest’anno- lo stesso dirigente del Dipartimento dei beni culturali svolge il duplice ruolo di direttore del parco di Naxos-Taormina e di soprintendente ai beni culturali e ambientali di Messina ( e pertanto in tale qualità presiede il consiglio scientifico del parco), mentre gli atti d’interpello pubblicati vanno puntualmente deserti?
Non si trova nella Regione Siciliana un architetto, un agronomo, un biologo, un ingegnere che voglia cimentarsi nel ruolo ambito di direttore del parco archeologico dal bilancio più ricco? Davvero nessuno ha presentato istanza per concorrere a questo incarico?
Sarebbe opportuno saperlo. Perché già è sconcertante che nessun parco siciliano sia diretto da un archeologo, ma che si assommino tante responsabilità (e tanto potere decisionale) nelle mani della stessa persona forse meriterebbe qualche riflessione. E qualche risposta.
Caterina Greco, archeologa.
Ha diretto il Museo Salinas di Palermo, il Parco di Selinunte, il Centro Regionale del Catalogo, la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Agrigento. Ha operato anche nello Stato come Soprintendente Archeologo della Calabria e della Basilicata.



