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A CHE PUNTO SONO I LAVORI TRA DITTAINO E CATENANUOVA?

Il progetto di raddoppio ferroviario tra Dittaino e Catenanuova è un’opera considerata vitale per la modernizzazione dei trasporti in Sicilia. MA a che punto sono i lavori?

Sembra che il fulcro della crisi residente nelle difficoltà finanziarie che hanno colpito l’impresa incaricata dei lavori, la Rizzani de Eccher, siano state parzialmente superate con i lavori per il completamento affidati a Webuild, un colosso italiano delle costruzioni. L’opera dispone regolarmente di fondi. Ci chiediamo allora come mai ancora non si vede la ripresa dei lavori? qual’è il paradosso, la difficoltà di procedere al completamento del lotto in questione?

Sembra che per poter procedere alla realizzazione dell’opera devono essere installate 3 o 4 delle famose talpe o TBM per dare corso allo scavo e alla costruzione delle gallerie previste dal progetto. Ecco, appunto, la difficoltà. Le TBM o talpe che dir si voglia, per il loro funzionamento necessitano di grandi quantità di acqua ed energia elettrica. L’energia elettrica può essere a disposizione grazie all’attivazione di stazioni e sottostazioni di alimentazione da parte di Enel, ma l’acqua è un problema perché ci troviamo in una zona non ricca di risorse idriche che possano “dissetare” la sete delle TBM.

E quindi? Quindi ci inventiamo, un acquedotto di acque reflue depurate che che parte da Termini Imerese ed arriva qui da noi nella piana fra Catenanuova e Dittaino per poter alimentare le TBM. Un’opera certamente interessante ma sicuramente dispendiosa e che di certo allunga i tempi di esecuzione del lotto.

Ci chiediamo 🤔..!!! Ma in sede di progettazione non si è pensato che essendo la nostra una zona arida l’utilizzo di TBM avrebbe comportato la disponibilità di grandi quantità di acqua? Non sarebbe stato possibile utilizzare molte più parti del vecchio tracciato che presenta meno problemi per la costruzione di gallerie?

A che punto sono i lavori di costruzione di questo acquedotto? Perché i mezzi , le attrezzature, i materiali che attualmente sono depositati da almeno otto mesi lungo il tracciato non vengono conservati e preservati dal logorio delle intemperie? Ricordiamo che in gioco c’è il completamento di un’opera che riteniamo necessaria per lo sviluppo delle zone interne della nostra isola ed i posti di lavoro di più di un centinaio di lavoratori. E, SOPRATTUTTO, AUGURIAMOCI che il raddoppio Dittaino-Catenanuova non diventi l’ennesima incompiuta.

Michele Gagliardo
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Lavoro presso la Asp di Enna- ospedale di Leonforte. Sono cresciuto nella democrazia cristiana, poi nella Margherita dove per un periodo ho svolto il ruolo di segretario cittadino, nel PD dove facevo parte della segreteria locale ed infine Italia viva come iscritto

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