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LA REGIONE SICILIANA: SALUTE ECONOMICA E PROSPETTIVE.

Se sei rana  non puoi ruggire come se fossi un leone.

La rappresentazione enfatica della salute dell’economia della regione non può essere effettuata snocciolando percentuali senza dichiarare i valori nominali su cui queste percentuali sono calcolate. Non è intellettualmente onesto.

Fateci caso la prossima volta che ascoltate o leggete i commenti entusiastici da parte del Presidente Schifani e dei suoi assessori.

Qualunque dato che vogliamo esaminare della nostra Regione si può apprezzare meglio se “osservato” nei suoi valori nominali con un confronto per lo stesso periodo con altre regioni.

Il PIL prodotto interno lordo  (valore monetario totale di tutti i beni e servizi prodotti in un dato periodo) della Regione è una grandezza da osservare se vogliamo esaminare la salute economica della Regione e il PIL pro capite va esaminato se vogliamo capire il benessere medio. L’approfondimento sulle componenti del PIL e il confronto con altre regioni possono essere utili a capire in quale direzione orientare l’economia per fare meglio e il confronto dei pil pro capite può servire anche  a comprendere anche le ragioni dei flussi migratori dei nostri giovani.

Partiamo quindi da due piccole tabelle sul pil annuale (dati istat /eurostat consolidati su dati disponibili al 2025). Limitando il confronto con Regioni che fanno meglio di noi che non sono solo quelle presenti nella tabella.

REGIONEPopolazione (in mln) circaEstensione (in migliaia di  kmq) circaPIL ANNUO (mld di euro)Pil pro capite (migliaia di euro)
Lombardia102349045
Veneto51819737
Emilia Romagna4,52219439
Toscana3,72312034
Sicilia5259221

Il primo dato che risulta evidente è che la Lombardia ha un Pil  più di 5 volte superiore al nostro, il Veneto e l’Emilia Romagna più del doppio. La Lombardia ha un pil pro-capite più del doppio di quello Siciliano e il Pil pro capite regionale è di circa il 36% inferiore  della media nazionale.

Questi pochi dati rendono plasticamente evidenti le ragioni (e non ci soffermiamo sui tassi di disoccupazione) per cui i nostri giovani preferiscono cercare altrove le loro possibilità di successo. Ci siamo chiesti come e perché queste regioni fanno meglio di noi e siamo scesi nel dettaglio di alcune componenti del pil per notare delle differenze che hanno valore sostanziale e ve le proponiamo nella prossima tabella.

REGIONEPIL annuo (in mld di euro)(di cui) Servizi Avanzati  ( finanza, ICT,  consulenza, ricerca e sviluppo,  servizi professionali, assicurazioni)(di cui) Manifattura (tutte le attività economiche che trasformano materie prime, sostanze o componenti in prodotti finiti o semilavorati)
Lombardia490140110
Emilia Romagna1943553
Veneto1973052
Toscana1202827
Sicilia921512

Dall’esame di questi dati risulta evidente, senza dover scomodare geni e professoroni,  dove sono le nostre carenze come Regione (e tralasciamo tutti i problemi noti degli enormi ritardi e distanze dalle altre regioni rispetto a reti di infrastrutture, sanità, problemi idrici, inefficienze e lentezze della p.a., scarsa efficacia società partecipate etc..).  Molto semplicemente si potrebbe riassumere che in Sicilia manca una forte spinta dal settore manifatturiero e dei servizi avanzati che nelle altre regioni esaminate contribuiscono a circa il 50% del dato complessivo mentre la nostra regione si ferma a  circa la metà.

Le differenze strutturali chiave stanno tutte qui. Il modello economico della Lombardia è un  modello Ibrido Industria più servizi avanzati con Milano Hub finanziario; il Veneto e l’Emila Romagna hanno un modello industriale votato all’export con Pmi medio piccole; la Sicilia  si caratterizza per la prevalenza della P.A. servizi avanzati limitati, industria manifatturiera con un tessuto  imprenditoriale complessivamente fragile con alcune società di eccellenza in specifici comparti.

Il gap tra la Sicilia e le altre Regioni è sopratutto nella dimensione  media delle imprese , nella spesa in ricerca e sviluppo, nella concentrazione dei  servizi ad alto valore aggiunto. Un dato per tutti merita attenzione guardando verso il futuro: la spesa assoluta in ricerca e sviluppo soprattutto se lo si associa al numero dei brevetti  per regione.

La Lombardia investe in ricerca e sviluppo 9 mld; l’Emilia Romagna 4 mld; il Veneto 2,5 mld; la Toscana 1,7 mld; la Sicilia 0,8 mld. Il vero divario è nella massa critica. Il dato sui brevetti rende ancora più significativo il confronto. Il numero di brevetti Europei richiesti  in Italia ammonta a  4.612  di cui in Lombardia 1.389; in Veneto 650; in Toscana 316 e in Sicilia 38 (non è un errore).

In estrema sintesi la Sicilia ha uno straordinario punto di forza nella sua posizione strategica nel mediterraneo e nel suo patrimonio storico archeologico unico al mondo.

La logistica, le energie rinnovabili, l’agrifood di qualità insieme con lo sviluppo dell’artigianato di qualità e lo sviluppo del turismo costituiscono delle opportunità, dei trend che dobbiamo assecondare e governare con intelligenza e profitto per tutti i Siciliani,  ma per recuperare la nostra distanza da altre Regioni in modo stabile deve necessariamente essere sviluppato e sostenuto (che non vuol dire concedere finanziamenti a fondo perduto che spesso sono solo pratiche clientelari) il sistema manifatturiero, favorendo gli investimenti di imprenditori locali e attraendo investimenti nazionali e internazionali, combattendo la fuga dei cervelli e realizzando una forte collaborazione fra Impresa e Università puntando ad una crescita significativa degli investimenti in ricerca e sviluppo, cercando anche di attrarre ricerca internazionale.

Mario Mancuso
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Mario Mancuso, già dirigente del Monte dei Paschi di Siena, è stato componente del CdA del Fondo nazionale pensione complementare della scuola, componente del consiglio direttivo della CCIAA di Siracusa, dirigente sindacale del settore credito. Artista poliedrico ha curato regie teatrali amatoriali, e partecipato a collettive e mostre personali di pittura. È laureato in Scienze e tecniche Psicologiche.

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