Non ce la può fare, purtroppo, questa Presidente del Consiglio.
I fatti parlano: HANNO BOCCIATO IL CONGEDO PARENTALE PARITARIO; NEL DDL Bongiorno HANNO SOSTITUITO IL “CONSENSO” CON LA “VOLONTA’ CONTRARIA ALL’ATTO SESSUALE”; DA ULTIMO, ATTACCA LE QUOTE DI GENERE.
Hanno affossato la proposta delle opposizioni sull’estensione della misura di congedo parentale ai padri, per la maggioranza l’argomento è stato archiviato. Con la bocciatura della proposta della misura di congedo parentale a entrambi i genitori e la cura dei figli, si vuole affermare che la cura è solo una “questione femminile”.
Sostituire il “consenso” con “la volontà contraria all’atto sessuale”, introducendo il concetto di “dissenso” riporta l’Italia indietro di cinquant’anni. Il dissenso serve solo a proteggere lo stupratore e rivela una chiara scelta politica. Con l’approvazione del nuovo testo, si arriverà a dare per scontata la legittimità predatoria del rapporto sessuale e l’esigibilità del corpo femminile, causando un grave arretramento giuridico nel Paese dove la violenza di genere e i femminicidi sono un fenomeno ancora diffuso e spesso sommerso.
E ieri, la Giorgia nazionale, a pochi giorni dall’8 marzo “Giornata internazionale contro la violenza alle donne”, piccona una vittoria delle donne: “…la parità è un diritto non una concessione, non si fa con le quote…”.
Le quote di genere sono uno strumento legislativo utile e necessario, per garantire la rappresentanza minima delle donne in ambito lavorativo, decisionale, nonché in politica e nelle istituzioni. La Presidente fa finta di non conoscere neppure i concetti di parità sostanziale e di azioni positive ex art. 51 della Costituzione.
Molto meglio, per la destra, relegare le donne nel ruolo tradizionale della famiglia, una femminilità vissuta in sinergia con l’uomo nel rifiuto di modelli femministi egualitari. Per raggiungere un unico standard di dignità umana, il sistema delle classi di sesso deve essere superato.
Non andare in questa direzione ma al contrario, tentare poco alla volta di cancellare quanto faticosamente conquistato, non libererà le donne e l’8 marzo sarà solo una ricorrenza gender washing, buona solo per regalare mimose.
Commercialista e Revisore legale. Per oltre 30 anni impegnata nell’associazionismo d’impresa e, dal delitto di Libero Grassi, nell’associazionismo antiracket e antiusura. Vicepresidente Comitato Pari Opportunità ODCEC di Palermo. Componente di Giunta della Camera di Commercio di Palermo-Enna per due mandati e componente del Consiglio Camerale per quattro mandati fino al 2023. Responsabile Pari Opportunità di Italia Viva Sicilia



