Continua la farsa dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese.
Secondo recenti notizie di stampa, Roberto Ginatta, il manager titolare di Blutec incaricato da Invitalia di salvare la fabbrica siciliana dopo l’addio di Fiat, poi condannato dal Tribunale di Torino a sette anni di carcere per malversazione, bancarotta, riciclaggio e autoriciclaggio, oltre che a restituire i fondi pubblici intascati indebitamente – quasi 63milioni di euro – perché mai usati per il rilancio del sito, potrebbe ora essere dichiarato incapace per motivi di salute di seguire il processo d’appello in corso e per questo prosciolto dall’obbligo di restituzione.
Quando Fiat abbandonò lo stabilimento di Termini Imerese, Invitalia e la Regione Siciliana si affidarono a Ginatta, che fondò la Blutec proprio per salvare la fabbrica e i 1.600 lavoratori in cassa integrazione, in cambio di sostanziosi fondi pubblici, mai impiegati però nello stabilimento. Era il 2014 e l’idea era quella dell’auto elettrica made in Sicily, che avrebbe potuto rinverdire i fasti gloriosi della fabbrica dalla quale uscirono le “mitiche” 500 e 126.
Ma passano i mesi e gli anni ed il sogno del rilancio della ex SicilFiat è fallito, come del resto anche la stessa Blutec, mentre Ginatta è stato condannato a restituire le somme intascate indebitamente. Ma la storia ora potrebbe avere una svolta inaspettata, oltre che amara.
Se la Corte d’appello torinese dovesse accogliere l’istanza di sospensione della causa chiesta dai legali dell’ex manager per i suoi problemi di salute, dichiarandolo così incapace di seguire il processo, egli ne verrebbe escluso, e la causa continuerebbe solo nei confronti del figlio Matteo Orlando e della segretaria Giovanna Desiderato, assolti in primo grado.
L’ennesima beffa, quindi, per le casse pubbliche e per i 1.600 lavoratori ex Fiat che non riceverebbero un euro di risarcimento. TUTTO NEL SILENZIO DELLA POLITICA E DEL GOVERNO: ARRIVERA’ UN CENNO DA PARTE DEL PRESIDENTE SCHIFANI?

Ciro Cardinale
Presidente Italia Viva Termini Imerese. Laureato in giurisprudenza, dottore di ricerca e master in diritto, lavora come direttore presso un ufficio giudiziario. Giornalista pubblicista è impegnato da anni nel volontariato e nell'associazionismo.


