Siciliacque, vantando un credito scaduto di circa 23 milioni di euro da AICA minaccia di diminuire l’erogazione idrica già a partire dal 21 novembre nei confronti dei comuni agrigentini.
I risultati della vecchia gestione di AICA sono disastrosi e oggi tutti i nodi vengono al pettine, costringendo i cittadini a pagarne le conseguenze, non solo in termini di caro bollette, mancata erogazione del bonus idrico, ma oggi anche con la minaccia di riduzione estrema dell’erogazione dalle fonti gestite dalla partecipata regionale.
Dalla presidente Nobile i cittadini si attendono concreti rimedi agli oggettivi disastri che ha trovato in ogni settore dell’azienda, in termini tecnici, gestionali, operativi, economici e finanziari.
Auspichiamo che all’attuale impegno dell’azienda e della sua presidente, volto a risolvere la questione debitoria e a ripristinare un servizio dignitoso per i cittadini, corrisponda una netta, concreta e tempestiva presa di posizione da parte del Presidente della Regione, Renato Schifani.
Di fronte alla minaccia di una nuova e gravissima crisi idrica, causato anche dall’atteggiamento “ostile” di una partecipata regionale, non c’è altro tempo da perdere in chiacchiere.
Coordinatrice IV città di Agrigento, imprenditrice, Vice presidente Akragas Calcio, già assessore alle pari opportunità , servizi demografici e protezione animali.



