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DIGHE PIENE, RUBINETTI VUOTI. SEMBRA UN PARADOSSO, E’ LA SICILIA.

Le ultime, abbondanti piogge che stanno caratterizzando questo inverno particolarmente piovoso, con precipitazioni più copiose della media stagionale, hanno già riempito parecchie dighe dell’Isola e così noi tutti ci sentiamo rassicurati all’idea che la siccità sia ormai un brutto ricordo del passato e nei prossimi mesi estivi non dovremmo più patire la siccità.

Con immensa gioia del nostro presidente della Regione Renato Schifani, che dovrà adesso dismettere la casacca di commissario straordinario per l’emergenza idrica, impegnato ad annunciare tanto, ma fare nulla per combattere la sete dei siciliani.

Niente di più sbagliato, perché la Sicilia è terra profondamente pirandelliana, dove il paradosso – come dicevamo prima – abita di casa, per cui a dighe piene rischiamo di avere rubinetti a secco, in quanto la massa d’acqua presente nei bacini è così tanta che le paratie non ce la fanno a reggerla tutta e il prezioso liquido dovrà essere gettato a mare.

Incredibile ma vero. La colpa non è solo della troppa pioggia, ma anche dell’imbecillità ed incapacità umana.

Prendiamo il caso del lago Scanzano, l’invaso artificiale realizzato negli anni ’60 del secolo scorso sbarrando il corso del fiume omonimo per dare acqua potabile a Palermo e ai comuni dell’alto Belice. Anche se le piogge l’hanno già riempito parecchio, adesso dovrà essere svuotato sotto un certo livello perché la diga non è stata mai collaudata e dei quasi 10 milioni di metri cubi d’acqua che già contiene ben un terzo dovrà essere buttato a mare per essere sicuri che la diga tenga.

Stessa sorte che toccherà anche all’acqua in più che Giove pluvio ha regalato nelle scorse settimane ad altri invasi siciliani, come il lago Santa Rosalia, nel ragusano, e il lago Castello, nell’agrigentino. Anche qui il collaudo non è stato mai effettuato e quindi il volume di acqua contenuto in entrambi i bacini dovrà essere ridotto gettando il prezioso liquido a mare.

Ma perché mia in tutti questi anni non si è proprio riusciti a trovare un momento per regolarizzare queste dighe?    

Ciro Cardinale
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Presidente Italia Viva Termini Imerese. Laureato in giurisprudenza, dottore di ricerca e master in diritto, lavora come direttore presso un ufficio giudiziario. Giornalista pubblicista è impegnato da anni nel volontariato e nell'associazionismo.

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