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MOBILITA’ SOSTENIBILE: IN PIEMONTE PENSANO A GOETHE. E I NOSTRI ASSESSORI?

E’ iniziata da un paio di giorni, e si protrarrà fino al prossimo 22 settembre, la Settimana Europea della Mobilità; probabilmente il più importante evento promosso dalla Commissione Europea per sensibilizzare le comunità locali alla realizzazione di azioni di mobilità urbana sostenibile coerenti con le politiche di sostenibilità promosse dalla Comunità Europea.

Con un approccio botton-up le autorità locali sono incoraggiate a utilizzare la settimana principale per sperimentare misure di pianificazione innovative, promuovere nuove infrastrutture e tecnologie e ottenere feedback dal pubblico. La raccolta dei risultati costituirà la base per l’aggiornamento dei documenti di politica dei trasporti per i prossimi anni. 

Ogni anno, infatti, il tema della sostenibilità viene declinato in aspetti più specifici in modo da rendere confrontabili le azioni promosse nei vari territori e far emergere possibili “best practice”. La notizia solleva alcuni interrogativi importanti.

Scorrendo l’elenco dei Comuni che hanno aderito iniziativa nel 2025, sono 108 i comuni italiani che hanno predisposto un fitto calendario di incontri, esperienze, avvio di nuove sperimentazioni con SOLO DUE comuni SICILIANI presenti. Eppure, numerosi sono stati i bandi ed i finanziamenti di cui la Sicilia ha beneficiato nell’ultimo biennio sotto l’insegna della sostenibilità. E tale numero così esiguo certamente non si può attribuire ad una casualità se scorrendo l’elenco dei comuni che hanno aderito alle iniziative precedenti compare sempre lo stesso numero di Comuni.

Possibile che nessuno ritenga necessario, prima che opportuno, fare un bilancio delle ricadute sul territorio, in termini di riduzione dell’impatto ambientale, piuttosto che sulle auspicate modifiche di scelte di mobilità da parte dei cittadini a seguito delle risorse pubbliche investite? Eppure, eccezion fatta per gli incentivi Nazionali per Veicoli a Basse Emissioni, è possibile stimare, in difetto, in oltre 140 milioni di euro gli investimenti siciliani prevalentemente dedicati all’acquisto di bus elettrici/a bassa emissione.

Carenze infrastrutturali, scarsa pianificazione urbana, risorse limitate, o piuttosto tale assenza è da attribuire alla bassa sensibilizzazione e partecipazione da parte della classe politica e dirigente di organizzare un sia pur evento divulgativo della propria azione politica, almeno in tema di mobilità?

Nell’immaginario collettivo mobilità sostenibile equivale allo spostamento in bicicletta o a piedi (in realtà è molto di più, ma approfondiremo il tema in altro momento). Ed ecco apparsa in grande evidenza sui alcuni siti di informazione on line la notizia di una iniziativa promossa da una associazione sportiva piemontese e dal Politecnico di Torino che ripercorre idealmente in bicicletta le principali tappe della presenza di Goethe in Sicilia e salutata con grande orgoglio dalla politica locale.

Immediata ed amara la riflessione: possibile che nessuna iniziativa che miri a valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico possa nascere ed essere incentivata dagli Assessorati siciliani? Infrastrutture e mobilità, territorio e ambiente, turismo, beni culturali e salute, solo per citarne alcuni. Sebbene la Regione Siciliana si sia dotata di un sofisticato portale che descrive una fitta rete di itinerari ciclistici, nella maggior parte dei casi utilizza assi stradali dove è totalmente assente una infrastruttura dedicata con gravi carenze per la sicurezza dei ciclisti. 

Eppure, basterebbe dare uno sguardo a quanto stanno facendo nella vicina Sardegna dove uno studio specifico ha messo a sistema i percorsi ciclabili esistenti, viabilità secondaria esistente, ferrovie dismesse, dando luogo ad una prima configurazione della Rete Ciclabile Regionale. Appena un po’ oltre, nella vicinissima Francia, la rete ciclabile è integrata con il servizio di trasporto pubblico locale installando apposite rastrelliere sui bus e prevedendo specifiche tariffe per il trasporto delle biciclette (talvolta anche gratuitamente).

Basterebbe guardarsi in giro per trarre spunto per creare iniziative volte a valorizzare l’intero nostro patrimonio, qualunque sia la sua natura. Basterebbe una attenta regia fatta di competenza e professionalità, coinvolgendo esperti ed operatori.

Giuseppe Salvo
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Docente di Ingegneria dei Trasporti presso l'Università di Palermo, con oltre 25 anni di esperienza nella ricerca e nell'insegnamento nei settori della mobilità sostenibile e della pianificazione dei trasporti. Ha collaborato a numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali sul miglioramento dei sistemi di trasporto pubblico. Il suo interesse principale riguarda l'analisi e la progettazione di soluzioni innovative per la mobilità sostenibile nel trasporto passeggeri e merci.

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