La notizia che rimbalza sui principali quotidiani nazionali è relativa ai rilievi mossi dalla Corte dei conti sulla la delibera CIPESS relativa alla realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina.
Il fatto suscita alcuni interrogativi pesanti.
Il primo riguarda l’articolato iter che il progetto sta seguendo, raffrontato alla quantità e la tipologia di obiezioni sollevate dai diversi organi di controllo. Sembra che tecnici e professionisti che quotidianamente dedicano le loro ore di lavoro (ben retribuite) al progetto operino con eccessiva celerità e approssimazione, tanto che a loro è sfuggito il rispetto di norme tecniche e sugli appalti che certamente costituiscono l’indispensabile background culturale di un professionista che ha lavora nel campo delle opere pubbliche.
Possibile che in un progetto di tale portata sia omessa, o comunque lacunosa, la “quantificazione degli oneri correlati” alla realizzazione dell’opera?
Possibile che in una analisi economico-finanziaria dell’intervento sia così generico il calcolo degli introiti da pedaggio?
E ancora, è possibile che ad essere lacunosa sia la determinazione della domanda di trasporto attratta? Eppure, queste competenze rappresentano i pilastri della formazione culturale di un professionista che si accinge a dimostrare la sostenibilità dell’opera in progetto.
La seconda riflessione fa riferimento ai costi che Ministero dei Trasporti e Società Stretto di Messina stanno sostenendo per portare a compimento (in breve, si spera) il complesso iter. La contestata mancanza delle informazioni e il necessario livello di approfondimento finiscono per generare costi di progetto non previsti che in una perversa spirale, stanno facendo lievitare i costi totali di progetto.
È lecito chiedersi se, al di là dei rilievi amministrativi via via messi in evidenza dagli organi di controllo, le stesse lacune sono presenti negli elaborati di progetto? Cosa accadrà se tale ipotesi, malauguratamente, dovesse verificarsi?
Una ulteriore riflessione riguarda il finanziamento complessivo dell’opera in cui sono presenti ingenti cofinanziamenti da parte delle Regioni Sicilia e Calabria, a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione: più di 2,4 miliardi di euro per la precisione. Il Fondo sul quale gravano gli interventi di manutenzione di dighe e reti idriche, ma anche delle scuole, già alle prese con problemi di infiltrazioni alle prime piogge. Somme bloccate sine die in attesa che generino I benefici promessi dal punto di vista occupazionale ed economico in generale.
Sempre di più, il progetto del Ponte si conferma affrettato, pasticciato, improvvisato. Con lacune preoccupanti, già dal punto di vista amministrativo e della dimostrazione della validità economica. Esattamente come il ministro che fortemente lo vuole, che, pretende di fare il vice-premier, ma non ha idea, ancora, dell’abc del manuale del bravo Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.
Docente di Ingegneria dei Trasporti presso l'Università di Palermo, con oltre 25 anni di esperienza nella ricerca e nell'insegnamento nei settori della mobilità sostenibile e della pianificazione dei trasporti. Ha collaborato a numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali sul miglioramento dei sistemi di trasporto pubblico. Il suo interesse principale riguarda l'analisi e la progettazione di soluzioni innovative per la mobilità sostenibile nel trasporto passeggeri e merci.



