back to top
HomeSanitàOSPEDALE DI TAORMINA: LA SINTESI DEL DISASTRO DELLA SANITA' SICILIANA

OSPEDALE DI TAORMINA: LA SINTESI DEL DISASTRO DELLA SANITA’ SICILIANA

La tappa di Taormina, ennesima stazione della nostra via crucis negli ospedali siciliani, è stata particolarmente penosa. Un impressionante insieme di inefficienze, mancanza di programmazione, spazi angusti, carenze di personale.

Cominciamo dall’accessibilità. Mancano i parcheggi, arrivare all’ospedale è un’impresa, lasciare l’automobile impossibile. Nessun intervento previsto, nessun progetto. La struttura, nel suo complesso, dimostra la sua vetustà, né sono previsti interventi di ristrutturazione, al di là dell’adeguamento sismico finanziato a valere sul PNRR.

Drammatica la situazione del Pronto Soccorso e dell’Astanteria. Barelle con i pazienti perennemente nei corridoi, come ammesso dagli stessi medici e infermieri, autentici eroi che operano in condizioni inaccettabili. Nell’Astanteria, un locale di una ventina di metri quadri, insistevano nove pazienti su barelle, attaccati l’uno all’altro. Nessuna privacy, gli stessi visitatori sono costretti ad uno slalom tra le barelle. E, ancora più drammatico, i malati in osservazione aspettano molti giorni, anche 8-10 in qualche caso, per essere trasferiti in reparto. 

Progetti di ampliamento? Vaghi e a lunga scadenza. L’attualità è una condizione da terzo mondo, peraltro osservata a inizio novembre. Drammatico immaginare quale possa essere durante l’estate, in cui la popolazione di Taormina si moltiplica.

Tutto questo con le consuete carenze di personale, meno gravi rispetto ad altre realtà esclusivamente grazie alla presenza di specializzandi assunti in virtù del decreto Calabria e di costose convenzioni con le cooperative. Già, quelle che il ministro Schillaci dichiara siano state azzerate.

Ma andiamo al tema della Cardiochirurgia Pediatrica. Lì si arriva ai vertici dell’assurdo. Un reparto straordinario, una vera potenziale eccellenza della Sanità siciliana mortificata dalla politica regionale e nazionale. Bambini in gravissime condizioni curati da professionisti eccellenti ed appassionati, ma con carenze in termini di organico e di attrezzature insopportabili. Solo tre medici in tutto il reparto, con turni di lavoro pesantissimi ed al limite del sopportabile. Permanentemente in reperibilità. Perché il problema è quello della precarietà, della continua incertezza del domani, che ostacola qualunque investimento, sia umano che sulle tecnologie.

L’assurda competizione tra Palermo e Taormina, la lettura volutamente sbagliata del decreto Balduzzi, gli inammissibili “balletti” sui numeri degli interventi e sulla loro valorizzazione, continuano a creare un clima di incertezza, di precarietà, che impedisce qualunque programmazione a medio e lungo termine. E intanto i bambini malati della Sicilia Orientale, ma anche della Calabria e anche quelli provenienti da Paesi del Sud del Mondo, rischiano di perdere il loro diritto alla vita.

Ecco, l’ospedale di Taormina è veramente la sintesi del disastro della sanità siciliana. Strutture fatiscenti, servizi scadenti, carenze di personale, ma anche straordinarie opportunità ed eccellenze che si lasciano morire. Per le beghe e le guerre della cattiva politica.

Eppure proprio Taormina, per la sua collocazione, la storia della struttura e la qualità professionale di chi vi lavora, può e deve diventare il simbolo di una riscossa possibile. Occorre un piano straordinario di rilancio, con investimenti certi, un progetto di rifunzionalizzazione integrale e la garanzia di stabilità per i reparti d’eccellenza. È necessario restituire dignità all’intera struttura, dotarla di servizi di supporto, percorsi agevoli, nuove tecnologie e personale stabile, perché non è accettabile che un presidio capace di salvare vite venga abbandonato a un destino di marginalità e degrado.

Difendere la Cardiochirurgia Pediatrica a Taormina è un dovere morale e civile.
Significa credere che la Sicilia possa avere centri d’eccellenza diffusi sul territorio, e non concentrati solo nei capoluoghi, significa impedire che un patrimonio umano e professionale costruito in anni di sacrifici venga disperso. Taormina deve essere rilanciata come modello di sanità pubblica di qualità: il contrario esatto della rassegnazione che oggi ci viene proposta.

post

Presidente Fondazione Italiana Autismo (FIA). Presidente del gruppo Italia Viva - Il Centro - Renew Europe alla Camera dei Deputati.

Dottoranda di ricerca in diritto della navigazione e dei trasporti, avvocato cassazionista, già assessore del Comune di Messina con numerose deleghe tra le quali quella all’ambiente, ai rifiuti, al commercio. Nel 2022 è stata eletta al Senato collegio uninominale di Messina ed Enna, è commissaria della Commissione bicamerale vigilanza Rai, antimafia, insularità e per le questioni regionali. Segue in particolare modo i dossier del Mezzogiorno e della Sicilia ed è componente della Cabina di Regia Nazionale di Italia Viva con delega al PNRR.

Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.

Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

I più letti

spot_img

Ultimi Commenti

Fabrizio Micari SU HA FALLITO, PRESIDENTE
Damiano Frittitta SU HA FALLITO, PRESIDENTE
Giandomenico Lo Pizzo SU HA FALLITO, PRESIDENTE