I dati sulla Sicilia che affonda non arrivano dall’opposizione. Arrivano da BANKITALIA e dalla CORTE DEI CONTI. Istituzioni che, certamente, non si possono accusare di essere “pericolosi bolscevichi”.
E i numeri sono impietosi: crescita economica in caduta libera (dal 3% allo 0,6% in tre anni), tasso di occupazione al 50,7% contro il 67,1% nazionale, UN GIOVANE SICILIANO SU QUATTRO che non studia e non lavora, retribuzioni medie di 17.135 euro l’anno, SEIMILACINQUECENTO EURO IN MENO rispetto alla media italiana.
La sanità è INADEMPIENTE sui LEA. Il 62% dei ragazzi di terza media ha competenze numeriche non adeguate. Solo il 6,6% dei bambini tra 0 e 2 anni accede ai servizi per l’infanzia.
Schifani intanto racconta una Sicilia che corre. I numeri descrivono una regione che ARRANCA.
La verità è questa: la crescita degli ultimi anni era Superbonus e PNRR, soldi arrivati dall’esterno. Non “politiche liberali ed espansive”. LA PROPAGANDA PUÒ REGGERE UNA CONFERENZA STAMPA. Non può obliterare una relazione della Corte dei Conti.
La Sicilia non ha bisogno di un presidente che applaude sé stesso dalla riva. Ha bisogno di GOVERNO, COMPETENZA e VERITÀ.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


