La situazione dello ZEN è fuori controllo. Dopo gli spari contro il portone della Chiesa, l’ammissione che un quarto delle abitazioni sono sotto il diretto controllo della mafia, la scoperta, addirittura, di una rete idrica sotterranea, con la quale viene gestita la distribuzione clandestina dell’acqua. Naturalmente da parte della mafia.
Nonostante lo sforzo enorme delle forze dell’ordine, a cominciare dai Carabinieri della caserma dello Zen, il governo non c’è. O, se c’è, resta nascosto, a parte qualche manifestazione plateale, con blitz che si risolvono nel nulla, anche perché ampiamente preannunciati. Ma la mafia continua a controllare il territorio. E la gestione dell’acqua richiama la storia antica e moderna della Sicilia.
E allora il gesto dell’assessore Ferrandelli, con il supporto del sindaco, di due miei colleghi professori di UNIPA e di Stefania Petix, è un gesto di straordinario valore simbolico, oltre che di grande coraggio. Hanno impedito, con la loro presenza, restando lì per alcune notti, che una casa venisse rioccupata abusivamente, hanno permesso che venisse consegnata ai legittimi destinatari. Hanno consentito che la legalità vincesse e hanno dato un segnale chiaro a tutti.
La situazione dello ZEN è una sconfitta per lo Stato, certamente. Soprattutto, una sconfitta per quella Destra che parla di ordine, sicurezza, che ne ha fatto una bandiera, ma che sta fallendo anche questo obiettivo, come tutti gli altri. Una destra parolaia che rimane ai proclami e alla propaganda, ma non realizza nulla.
Ma il gesto di Ferrandelli e dei suoi compagni è una vittoria per la Società civile. Che non si arrende e cerca, con ogni mezzo, di ripristinare la legalità con i fatti. Sperando che arrivi in soccorso, finalmente, il governo Meloni.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


