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L’ARS CONTINUA A TEMPOREGGIARE SULLA PARITA’ DI GENERE. MA GIA’ C’E’ UN RICORSO.

All’ARS continua la discussione del disegno di legge per equiparare anche la Sicilia alle altre Regioni italiane a statuto ordinario. Tale disegno di legge prevede il rispetto della cosiddetta parità di genere all’ interno delle pubbliche amministrazioni, ed in primis delle Giunte Comunali.

L’associazione A.Na.G.G.(Associazione Nazionale per la Giustizia Giusta), già lo scorso anno aveva presentato un ricorso al TAR contro l’Amministrazione Comunale di Bagheria che non tiene conto di quanto previsto dalla Costituzione in materia di discriminazione di genere. In altre parole non viene garantita la cosiddetta quota rosa, ossia la presenza di almeno il 40% di donne nelle giunte comunali.

In Sicilia sono molte le amministrazioni comunali che non prevedono la presenza di almeno il 40% di assessori di genere femminile.

Attualmente la legge regionale in materia di presenza nelle giunte comunali prevede una semplice rappresentanza di genere diverso, cioè almeno un assessore donna. Mentre la normativa nazionale prevede che almeno il 40% degli assessori devono essere donne; ossia su dieci assessori, almeno 4 devono essere donne. Ma il discorso vale al contrario, le donne in un’amministrazione pubblica non possono essere più di 6 su dieci componenti.

In attesa che si discuta e si voti all’Assemblea Regionale Siciliana il disegno di legge che equipara la Sicilia al resto d’Italia, il ricorso che ha presentato l’Associazione, da me presieduta, può anticipare i tempi e contribuire a fare valere, immediatamente, ciò che è già previsto dalla normativa nazionale che a differenza di quella siciliana, è stata approvata e viene applicata nel rispetto di quanto previsto dalla nostra Carta Costituzionale.

La legge regionale siciliana attualmente in vigore infatti viola i principi costituzionali in materia di applicazione dei diritti civili, attinenti il rispetto della parità di genere. Principi di cui bisogna tenere conto su tutto il territorio nazionale, comprese le Regioni a Statuto Speciale come la Sicilia.

Salvatore Petrotto
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Salvatore Petrotto, 62 anni, sposato e padre di tre figli, giornalista pubblicista e docente di italiano e storia presso l'Istituto d'Istruzione Superiore Statale 'Enrico Fermi' di Racalmuto.
È stato per 13 anni sindaco di Racalmuto
dove, attualmente, ricopre la carica di consigliere comunale.
Ha iniziato la sua carriera politica tra le fila della Rete.
Dopo lo scioglimento del movimento di Leoluca Orlando è stato tra i fondatori di Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

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