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IMPRESE SOTTO ATTACCO A PALERMO: BASTA PUNIRE CHI RISPETTA LE REGOLE

Casa Riformista interviene sui recenti casi di Carini e di Piazza Nascè.

Il Dipartimento Provinciale Legalità e Sicurezza di Casa Riformista Palermo e Provincia interviene con forza a sostegno degli operatori economici del territorio, esprimendo profonda preoccupazione per la recente gestione dell’ordine pubblico che sta penalizzando gravemente gli esercenti onesti.

Il caso della Dragon Discotheque di Carini è l’emblema di un paradosso inaccettabile. Un’impresa che investe risorse proprie in sicurezza sussidiaria, dotandosi di metal detector e personale qualificato, si ritrova sanzionata con 25 giorni di chiusura a causa di una rissa scatenata all’ingresso da soggetti che pretendevano di entrare senza pagare.

“È assurdo che lo Stato colpisca l’impresa per disordini avvenuti all’esterno del locale, in zone dove il controllo del territorio dovrebbe essere garantito dalle Forze dell’Ordine e non dai privati” – dichiara il Dipartimento. “Si punisce chi rispetta le norme, trasformando l’imprenditore nel capro espiatorio di mancanze altrui.”

Il Dipartimento pone un interrogativo inquietante al Signor Questore: esiste la certezza che questi gruppi di giovani violenti siano solo “cani sciolti” o profittatori occasionali?

Non si può escludere il rischio che tali disordini siano manovrati dalla criminalità organizzata. Se la rissa diventa lo strumento per attivare l’Art. 100 del TULPS e forzare la chiusura amministrativa di un locale, la legge rischia di trasformarsi in un formidabile strumento di ricatto per l’imposizione del pizzo. Chiudere un locale significa servire su un piatto d’argento il potere di vita o di morte sulle imprese ai clan mafiosi.

Dalla situazione di Piazza Nascè a Palermo fino alla provincia, il grido d’allarme è lo stesso: le imprese sono sotto attacco.

Casa Riformista chiede una revisione dei criteri di applicazione dell’Art. 100 TULPS, affinché non colpisca chi dimostra di aver adottato tutte le misure di sicurezza previste; una maggiore presenza dello Stato nelle aree sensibili della movida e nelle zone industriali/commerciali, per presidiare l’esterno dei locali; la tutela specifica per chi denuncia e per chi investe nella legalità.

Non possiamo permettere che l’onestà diventi una colpa. Occorre determinazione, non rassegnazione, per difendere il tessuto produttivo della nostra provincia da un sistema che, talvolta, sembra punire le vittime invece dei carnefici.

VINCENZO LIARDA
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Laureato in Scienze Politiche, Master di primo livello in Criminologia, attualmente lavora come Istruttore Direttivo Amministrativo presso l'Assessorato Regionale Beni Culturali. E' stato Assessore comunale, presidente di commissione consiliare e consigliere comunale a Polizzi Generosa. Attivo nel volontariato, è impegnato nella promozione della legalità come consulente per la gestione e il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia.

 

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