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LE VITE PARALLELE DI SALVINI E SCHIFANI: DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

C’è un disastroso parallelismo tra i due personaggi.

MATTEO SALVINI sogna il Ponte, ne ha fatto il primo, forse anche l’unico, punto della sua prossima campagna elettorale. Deve posare la prima pietra, fosse anche un sassolino, prima delle elezioni. E magari sogna anche che un giorno gli venga intitolato.

RENATO SCHIFANI sogna i termovalorizzatori, immagina di poter caricare tutti i rifiuti di Sicilia in questo grande fuoco salvifico. Magari anche di caricare dentro qualche avversario politico, anche se interno a Forza Italia…

ENTRAMBI PERSEGUONO I LORO OBIETTIVI CON PERVICACE COCCIUTAGGINE, MA FONDATA SU SUPERFICIALITA’ E MANCANZA DI COMPETENZA.

Salvini, riesuma dopo vent’anni una gara bandita su altri presupposti (project financing, partecipazione dei privati) e con costi previsti di gran lunga inferiori. Vuole partire! Non importa che manchi il progetto esecutivo, che i costi dell’opera siano meramente stimati, che non si abbia un’idea precisa dei volumi di traffico previsti, soprattutto che la sostenibilità economica dell’opera in esercizio sia tutta da valutare.

Schifani, affida la progettazione di massima dei termovalorizzatori sulla base del nulla, senza dati. Con un piano dei rifiuti del tutto generico, senza aver chiare tutte le fasi precedenti del ciclo che DEVONO selezionare la frazione dei rifiuti da conferire per la trasformazione in energia. Per inciso, sono le fasi che, invece danno valore al rifiuto, perché ne consentono il riutilizzo nella logica dell’economia circolare. E senza considerare che la tecnologia è andata avanti e che esistono alternative più efficaci e meno impattanti dei termovalorizzatori.

ENTRAMBI PREVEDONO, PER I LORO OGGETTI DEL DESIDERIO, DI USARE ESCLUSIVAMENTE DENARO PUBBLICO.

Ed entrambi hanno un grande nemico: la Corte dei Conti. Che, banalmente, gli ricorda che il DENARO PUBBLICO E’ IMPORTANTE E CHE VA UTILIZZATO RISPETTANDO LE REGOLE, ma anche NEL MODO PIU’ EFFICACE PER L’INTERESSE COLLETTIVO. E che, sostanzialmente, ribadisce che quando si affrontano problemi così grandi ed importanti non è ammessa superficialità, né improvvisazione.

E, allora, Salvini e Schifani vanno su tutte le furie, ribadiscono che ANDRANNO AVANTI COMUNQUE, che HANNO VINTO LE ELEZIONI e che LA VOLONTA’ POPOLARE LI SOSTIENE. Ci penseranno loro ad ABBATTERE I PARTITI DEL NO che non fanno proposte e puntano solo a rallentarli.

No, Matteo, no, Renato. NON SIAMO UN PARTITO DEL NO. VOGLIAMO FARE, vogliamo costruire le infrastrutture che servono per i siciliani, vogliamo risolvere il problema dei rifiuti. MA VOGLIAMO FARLO USANDO UN VALORE FONDAMENTALE: LA COMPETENZA. E RISPETTANDO LE REGOLE.

NOI VOGLIAMO LIBERARE LA SICILIA E L’ITALIA DAI DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

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Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.

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