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UNA LEGGE REGIONALE SULLA TRASPARENZA DELLE RELAZIONI ISTITUZIONALI

Gli eventi recenti che hanno coinvolto L’AMMINISTRAZIONE REGIONALE e diversi settori della burocrazia e della Governance delle aziende partecipate, nonché gli ultimi fatti di cronaca, hanno profondamente scosso la fiducia dei cittadini, delle imprese e delle organizzazioni rappresentative nei confronti delle istituzioni siciliane. Si tratta di fatti che nessuno può ignorare e che impongono, con estrema urgenza, una risposta chiara, netta e strutturale.

E’ necessario superare la fase dell’indignazione e degli atti politici anche eclatanti ma fini a se stessi, e passare all’azione concreta. Confimprese Italia Sicilia ritiene che il modo più efficace per prevenire il ripetersi di tali fenomeni consista nell’introdurre una vera legge regionale sulla trasparenza delle relazioni istituzionali, che disciplini in modo chiaro e pubblico i rapporti tra politica, amministrazione e portatori di interesse.

Una legge che non criminalizzi il confronto, che è fisiologico in una democrazia, ma che lo renda trasparente, tracciabile e paritario, nel rispetto delle migliori pratiche europee e delle normative adottate in numerose regioni italiane.

A nostro avviso, una simile riforma dovrebbe fondarsi su alcuni pilastri essenziali: registro pubblico e obbligatorio dei portatori di interesse; agenda pubblica degli incontri tra politica, dirigenti e soggetti esterni; codice etico vincolante per amministratori, funzionari e rappresentanti di interesse; regole sulle consultazioni pubbliche per i principali provvedimenti legislativi e amministrativi; sanzioni serie e applicabili, per evitare che la norma resti puramente dichiarativa.

Gli obiettivi principali della nuova legge da scrivere ed approvare secondo Confimprese Sicilia devono essere norme che “rendano pubblici incontri e soggetti coinvolti; assicurino evidenza ufficiale delle interlocuzioni che diventino, così tracciabili; evitare corsie preferenziali informali per garantire parità di accesso; prevenire, in questi modi, rischi corruttivi“.

Riteniamo che il momento storico richieda un atto di coraggio, di responsabilità e di lungimiranza. Una legge di questo tipo rappresenterebbe un segnale forte verso la comunità siciliana verso le imprese e verso lo Stato, mostrando che la Sicilia non arretra davanti alla corruzione ma si dota degli strumenti per prevenirla e contrastarla.

Giovanni Felice
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Dal 1984 al 2012 ha rivestito ruoli apicali in Confesercenti: Presidente provinciale e regionale, Vicepresidente nazionale. Nel 2012 ha fondato l’associazione Liberimpresa che poi ha aderito a Confimprese Italia. Attualmente è Presidente di Confimprese Palermo, Coordinatore Regionale per la Sicilia e vicepresidente vicario Nazionale. Ha ricoperto ruoli in diverse commissioni Comunali aventi per oggetto il Commercio. Ha fatto parte dell’osservatorio Regionale per il Commercio e della Giunta Camerale di Palermo ed Enna.

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