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LA NAVE COSTANZA, LA GARA PER I COLLEGAMENTI MARITTIMI E IL METODO ARICO’

La nave si chiama Costanza I di Sicilia. Costanza, in effetti, è una qualità che non manca alla Regione. Occorre una certa costanza per riuscire a trasformare una nave pubblica da oltre cento milioni di euro in una specie di laboratorio permanente dell’affidamento fiduciario: progettisti, consulenti, avvocati, comunicatori. E, seguendo il filo, capita persino di imbattersi in vecchie conoscenze familiari.

Cominciamo da un fatto semplice e documentato. Nel 2025 il Dipartimento regionale delle Infrastrutture decide di rivolgersi all’avvocato Cristiano Pagano per la consulenza giuridica e la predisposizione del contratto più adatto alla gestione della Costanza, in particolare per la locazione a scafo nudo. L’offerta è di 39.000 euro, che con Cassa e IVA diventano 49.483,20 euro. Seguono proposta di aggiudicazione, aggiudicazione definitiva e contratto. Tutto regolarmente decretato e successivamente pagato. Nulla di illegale, per ciò che sappiamo, ma il dettaglio interessante è un altro. Cristiano Pagano è presidente di Concilium ADR. E Concilium ADR indica ufficialmente fra i propri fondatori, insieme a Pagano, l’avvocato Gianfranco Aricò. Non una vaga conoscenza, non una fotografia a una cena: fondatori dello stesso organismo. Gianfranco Aricò compare inoltre fra i professionisti della sede palermitana. L’organigramma acquisito lo colloca con Pagano fra gli «Associati / Consiglio direttivo». Gianfranco Aricò è il fratello di Alessandro Aricò, assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità. Non lo sostiene un post anonimo su Facebook: la parentela era già riportata dalla stampa palermitana nel 2019, quando proprio gli incarichi legali affidati dall’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello provocarono una polemica assai simile.

E qui la faccenda smette di essere una semplice coincidenza e comincia ad assumere quella particolare fragranza che in Sicilia conosciamo bene. Perché il nome di Pagano non scompare con la Costanza. Ricompare, molto più sostanziosamente, nella preparazione della gigantesca gara regionale per i collegamenti marittimi con le isole minori. Questa volta l’incarico di supporto legale vale 170.798,73 euro lordi. Il compenso più CPA arriva a 139.998,96 euro: esattamente un euro e quattro centesimi sotto i 140.000 euro presi come limite per l’affidamento diretto. Un capolavoro di precisione contabile. Nemmeno un farmacista con il bilancino avrebbe saputo fare meglio. E sia chiaro: stare un euro sotto una soglia non significa violare la legge. Significa stare un euro sotto una soglia. Ma la politica, per fortuna, dovrebbe interessarsi anche di ciò che è opportuno, trasparente e decoroso, non soltanto di ciò che riesce a passare attraverso la cruna di un articolo del Codice degli appalti.

Gli atti mostrano infatti qualcosa di ancora più curioso. Il DDG 1657 del 3 luglio 2026 aveva quantificato il massimo di spesa in 140.000 euro comprensivo di IVA e spese. Pochi giorni dopo si arriva a un affidamento complessivo di 170.798,73 euro. La differenza è di 30.798,73 euro. Può trattarsi di un errore materiale nella formulazione del primo decreto; può esistere una rettifica che non abbiamo ancora acquisito. Ma finché quell’atto non compare, la contraddizione è scritta nero su bianco.

Non basta. Dagli atti ricostruiti risulta che per Pagano viene invitato un solo professionista; invito e offerta sono del 6 luglio, il verbale di trattativa privata è dell’8 luglio e il 9 luglio arriva l’approvazione della proposta di aggiudicazione. Una macchina amministrativa che, quando vuole, sa essere fulminea.

Naturalmente Cristiano Pagano è un avvocato con un curriculum professionale ampio. Questo va detto perché i fatti non vanno piegati alla polemica. Ma nel curriculum acquisito la competenza generale in diritto civile, lavoro, amministrativo e appalti è abbondantemente documentata, mentre non emerge con altrettanta evidenza una lunga specializzazione specifica nelle concessioni marittime e nel regolamento europeo 3577/92, proprio il cuore dell’incarico da quasi 171 mila euro.

E allora la domanda non è: Pagano poteva ricevere quell’incarico?

La domanda è molto più scomoda: perché proprio Pagano? Quali altri professionisti sono stati valutati? Quale comparazione è stata fatta? Quale benchmark è stato utilizzato per determinare un compenso che arriva a un euro e quattro centesimi dal limite? Quali dichiarazioni sul conflitto d’interessi e quali verifiche sull’apparenza di imparzialità sono state acquisite sapendo che il professionista prescelto è cofondatore di un organismo insieme al fratello dell’assessore competente?

Non abbiamo una prova che Alessandro Aricò abbia indicato Pagano. Non abbiamo una telefonata, una mail, un ordine scritto. E sarebbe scorretto affermarlo. Ma proprio qui comincia la responsabilità politica. Perché il familismo non richiede necessariamente la prova di un reato. È una cultura del potere. È quella situazione nella quale parenti, soci, colleghi e professionisti appartenenti allo stesso reticolo relazionale sembrano possedere una sorprendente capacità di trovarsi ripetutamente nei dintorni della spesa pubblica. E il precedente esiste. Nel 2019, quando Alessandro Aricò era capogruppo all’ARS di Diventerà Bellissima, LiveSicilia raccontò che suo fratello Gianfranco aveva ricevuto da Villa Sofia-Cervello due incarichi legali nell’arco dello stesso anno, rinunciando poi a quello maggiore dopo l’esplosione della polemica. Nello stesso albo figurava Chiara Leone, moglie di Gianfranco e quindi cognata di Alessandro, che aveva ricevuto a sua volta un incarico. E chi compariva già allora fra i professionisti beneficiari di più affidamenti? Cristiano Pagano, presidente di Concilium, l’organismo di cui Gianfranco Aricò è socio fondatore.

Sette anni dopo ritroviamo Pagano. Prima sulla Costanza: 49.483 euro. Poi sulla nuova gara delle isole: 170.798 euro. E ritroviamo intatto il rapporto professionale con Gianfranco Aricò. Chiamarlo semplicemente «caso» comincia a essere generoso.

Intorno alla nuova gara, peraltro, la Regione ha distribuito quattro incarichi professionali preparatori per complessivi 377.125,13 euro: Solvere, Migliaccio, GFC 21 Solution e Pagano. Per raccontare fotograficamente la Costanza, invece, è stato utilizzato un altro affidamento diretto da 44.800 euro alla Leader Color. Sia chiaro ancora una volta: l’affidamento diretto è previsto dalla legge. Non è una parolaccia, ma neppure è un sacramento. E soprattutto non dovrebbe diventare il modo abituale con cui un’amministrazione sceglie professionalità esterne per questioni da centinaia di milioni o, nel caso della futura gara marittima, da oltre un miliardo. 

Aricò può quindi risparmiarci la risposta più facile: «È tutto regolare». Non gli stiamo chiedendo se qualcuno sarà arrestato. Gli stiamo chiedendo se considera normale che un professionista legato da una collaborazione strutturale a suo fratello venga scelto più volte dal settore pubblico che politicamente fa capo al suo assessorato; se ritiene normale che uno degli incarichi arrivi praticamente al centesimo sotto la soglia dell’affidamento diretto; se considera sufficiente che gli atti rechino la firma dei dirigenti per cancellare ogni problema di opportunità politica. Perché la legalità amministrativa ha delle soglie, la decenza invece non dovrebbe averne.E forse è precisamente questa la vera lezione della Costanza I di Sicilia: la nave cambia porto, i consulenti cambiano incarico, i decreti cambiano numero. La famiglia professionale, invece, mostra una straordinaria continuità di servizio.

PINO PRESTIGIACOMO
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Capitano di Lungo Corso. Dal 1977 al 2016 in servizio presso le società SIREMAR e Compagnia delle Isole. Quadro Dirigente. Consigliere Comunale a Palermo (due consiliature) e Assessore alla Provincia di Palermo.
Segretario Regionale Aggiunto UIL Trasporti Sicilia.

Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.

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