«Assessore Aricò, meno autocelebrazioni e più programmazione. Mentre si racconta una “macchina straordinaria” e un’emergenza conclusa, Fontanarossa torna a fare i conti con nuove limitazioni legate alla cenere dell’Etna».
Lo afferma Giuseppe Perna, Responsabile Regionale Turismo IV- Casa Riformista Sicilia, dopo le dichiarazioni dell’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e dopo il nuovo sto per lo scalo aeroportuale di Catania.
«Nessuno mette in discussione il lavoro straordinario di autisti, ferrovieri, operatori aeroportuali e Protezione civile. Il problema è politico: dopo anni di emergenze legate all’Etna, perché dobbiamo ancora organizzare autobus, treni e trasferimenti quando migliaia di passeggeri sono già in difficoltà?»
«Lo stesso confronto con le organizzazioni sindacali ha fatto emergere la necessità di un vero piano regionale per le emergenze aeroportuali. E allora la domanda è semplice: se oggi dobbiamo costruire questo piano, quale piano esisteva prima dell’emergenza?»
«Quanto accaduto anche a Comiso dimostra inoltre che non basta indicare uno scalo alternativo. Serve una rete regionale che integri Catania, Comiso, Palermo e Trapani con collegamenti ferroviari e su gomma pronti ad attivarsi automaticamente.
L’Etna è imprevedibile. I suoi effetti sulla mobilità siciliana no. La Regione smetta di celebrare la reazione e inizi finalmente a programmare».

Giuseppe Perna
Agente di viaggio ed esperto in comunicazione politica, responsabile regionale Turismo per Italia Viva Sicilia e presidente dell’associazione culturale “Cambiamenti”. Gelese, classe 94, impegnato in politica da anni, ha preso parte all’organizzazione di diverse scuole di formazione ed eventi politici.


