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L’ETNA NON E’ UN ALIBI. SERVE UN PIANO PERMANENTE. E COMISO

Sull’aeroporto di Catania la politica regionale ha fallito nella programmazione.

L’Etna fa l’Etna: il compito della politica non è fermare il vulcano, ma essere pronta quando un fenomeno ricorrente mette in difficoltà uno degli aeroporti più importanti d’Italia.

Non è più accettabile assistere ogni volta allo stesso copione: voli cancellati o dirottati, passeggeri costretti a cercare autonomamente soluzioni alternative, informazioni frammentarie e collegamenti con gli altri aeroporti organizzati quando l’emergenza è già in corso.
La Regione in queste ore ha attivato oltre 100 corse straordinarie di autobus, cinque treni speciali Palermo-Catania e collegamenti ferroviari gratuiti per alcuni passeggeri dirottati su Palermo. Misure certamente utili, ma che dimostrano proprio quanto sia necessario trasformare queste soluzioni in un piano emergenziale permanente, pronto ad attivarsi automaticamente quando Fontanarossa riduce o sospende l’operatività.

Le conseguenze non riguardano soltanto chi parte per le vacanze. Riguardano lavoratori, famiglie, chi viaggia per ragioni sanitarie, il sistema turistico e gli operatori che investono ogni anno sulla Sicilia. Non possiamo continuare a presentare ai visitatori un’Isola nella quale, quando Catania si ferma, raggiungere un altro aeroporto diventa un’odissea.

Questa emergenza ripropone poi una questione che non può più essere rinviata: il potenziamento dell’aeroporto di Comiso.
Lo stesso assessore Aricò ha riconosciuto che oggi lo scalo, pur essendo il più vicino a Catania, non può assorbire il traffico di Fontanarossa anche perché dispone di appena sei piazzole di sosta. Bene: allora invece di utilizzare questo limite come spiegazione, trasformiamolo in un programma di interventi. Servono più piazzole, servizi di handling adeguati, maggiore capacità operativa e una valutazione con ENAC degli interventi necessari sulla pista e sulle infrastrutture aeroportuali per aumentarne flessibilità e possibilità di utilizzo durante le emergenze.
Comiso non parte da zero: dal 1° giugno 2026 ENAC ne ha già aumentato l’operatività giornaliera da 16 a 18 ore. È la dimostrazione che lo scalo può e deve crescere all’interno di una vera strategia aeroportuale della Sicilia orientale.

Schifani e Aricò convochino quindi un tavolo permanente con ENAC, ENAV, SAC, compagnie aeree, organizzazioni sindacali e operatori ferroviari e del trasporto su gomma e costruiscano un protocollo che stabilisca prima dell’emergenza cosa fare, quali aeroporti utilizzare e come trasferire e assistere i passeggeri.

L’Etna non si governa. L’emergenza sì. E dopo anni di disagi, improvvisare non è più accettabile.

Giuseppe Perna
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Agente di viaggio ed esperto in comunicazione politica, responsabile regionale Turismo per Italia Viva Sicilia e presidente dell’associazione culturale “Cambiamenti”. Gelese, classe 94, impegnato in politica da anni, ha preso parte all’organizzazione di diverse scuole di formazione ed eventi politici.

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