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DIFTERITE E VACCINI: A PALERMO E’ SUONATO L’ALLARME, E A TRAPANI?

Dopo il caso della bambina di Palermo, morta per difterite e non vaccinata, caso che si è allargato a tanti altri bambini con cui era venuta a contatto, risultati positivi, ma per fortuna senza o con scarsi disturbi proprio perché vaccinati anche se, forse, non con tutte le dosi previste, c’è da farsi alcune domande.

Perché in Sicilia ci si vaccina così poco rispetto alla media nazionale? A fine dicembre 2024, fra i bambini siciliani nati nel 2022, il ciclo di base completo contro poliomielite, difterite, tetano e pertosse risultava eseguito entro i 24 mesi soltanto nell’85,13% dei casi, contro circa il 94,46% della media italiana, quasi 10 punti percentuali in meno, troppi, il valore più basso del Paese.

Per la prima dose contro il morbillo la Sicilia si fermava all’87,98%, ancora ultima, contro il 94,77% nazionale. E a cinque-sei anni le coperture dei richiami e delle seconde dosi non superavano il 68%, mentre la media italiana era superiore all’84%, 16 punti in meno, ancora peggio.

Non può essere solo un fatto culturale. Quanto è dovuto al nostro sistema sanitario che non funziona come dovrebbe? Quale genitore farebbe rischiare la vita al proprio figlio, se l’obbligo non venisse percepito, a volte, come un fatto burocratico e non un fatto di vita, contro il rischio di morte, come nel caso della bambina di Palermo?

Queste malattie non andrebbero curate ma solo prevenute con la vaccinazione. In questi giorni c’è stata una corsa delle mamme a vaccinare i propri figli e una mobilitazione dell’assessorato regionale alla sanità e dell’Asp interessata. Viene spontaneo chiedersi visto lo scarso numero di vaccinati, perché la Regione tramite le Asp non sia intervenuta prima a convincere i genitori a vaccinare i propri figli, facendo rete con i pediatri, i servizi sociali dei comuni, le scuole. Perché intervenire sempre dopo?

Un’altra domanda spontanea, quanti bambini nella città di Marsala e nella provincia di Trapani, non vaccinati o vaccinati parzialmente, ci sono? Quanto è la percentuale dei vaccinati rispetto alla media nazionale ed è una vaccinazione omogenea o ci sono quartieri, contrade con sacche di non vaccinati? Sarebbe opportuno saperlo. Cosa sta facendo l’Asp di Trapani per convincere i genitori a vaccinare i propri figli o a completare il ciclo di vaccinazione?

Con l’inizio dell’anno scolastico visto l’obbligatorietà e il divieto di frequentare la scuola dell’infanzia, 0-6 anni, tanti saranno controllati, ma tanti altri NO. Chi per scelta o per impossibilità dei genitori, non frequenta l’asilo, chi controlla lo stato di vaccinazione di questi bambini? E alla scuola elementare e media, cosa succede visto che rimane l’obbligo ma non quello di non far frequentare la scuola se non si è vaccinati? L’Asp di Trapani sta facendo qualcosa? Le scuole controllano tutti e segnalano chi non è in regola con tutti i richiami? Sarebbe opportuno saperlo.

Molte famiglie sono in allarme e chiedono di essere rassicurate, con dati di fatto e non con parole. Come è successo a Palermo potrebbe succedere anche in provincia di Trapani, speriamo di no. Ma in questi casi non si può vivere di speranza. Invito tutti i genitori a vaccinare i propri figli e a completare i vari richiami. La vita è impagabile e quella dei bambini ancor di più e non possono rischiare di perderla per le idee non consone dei genitori o perché non conoscono i benefici. Ma invito anche le istituzioni: Asp, scuole, amministrazioni comunali , a fare la loro parte.

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Cardiologo, dal 2015 al 2020 sindaco di Marsala, già direttore dell'U.O. di Cardiologia dell'Ospedale di Trapani

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