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LA PIAGA DEI VIAGGI FUORI REGIONE PER FARSI CURARE.

L’Asp di Trapani nel 2025 ha sborsato oltre 155 milioni, per curare i propri cittadini, o in altri ospedali della Sicilia o in quelli delle regioni del centro nord . Succede verosimilmente dalla notte dei tempi, ma negli ultimi anni la situazione è notevolmente peggiorata. Se nel 2020 l’esborso è stato intorno a 125 milioni di euro, negli ultimi sei anni sarebbe aumentato di altri 30.

Se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi, questo costo in più certifica che purtroppo la nostra sanità, soprattutto quella ospedaliera, in questi anni non è riuscita a raggiungere gli standard diagnostici e terapeutici di altri ospedali, anzi forse il divario è aumentato, con le dovute eccezioni e naturalmente non in tutte le specialità, nonostante l’impegno di tanti medici. Inoltre non sono aumentati ne’ i posti letto ne’ le unità operative specialistiche, che ci spetterebbero in base alla popolazione, per aumentare e migliorare l’offerta sanitaria. Alcune sono state abolite, come la “chirurgia vascolare” e altre ridotte.

Proprio per questa riduzione e carenza e’ aumentata la fuga dei pazienti. Se dei soldi che vanno fuori provincia, i pazienti se ne possono giustamente disinteressare, non può avvenire lo stesso per le gravi carenze, che portano a lunghe liste d’attesa, all’esodo, a meno diagnosi precoci e a più mortalità. Ai soldi dell’Asp, bisogna aggiungere tutte le spese, dirette e indirette, del paziente e degli accompagnatori. Sono difficili da quantificare, ma soprattutto per chi è costretto ad andare fuori regione saranno verosimilmente tanto quanto ne sborsa l’Asp, se non di più.

Se per le malattie cardiache negli ultimi venti/trenta anni si è riusciti a ridurre notevolmente l’esodo e la mortalità, perché non si riesce ancora a fare lo stesso per le malattie oncologiche? Che oggi se diagnosticate precocemente e curate in centri di eccellenza, hanno altissima probabilità di guarigione. Per far questo, è assolutamente necessario e urgente, si è in notevole ritardo, che un ospedale della provincia sia organizzato per occuparsi soprattutto di “chirurgia oncologica”, senza tralasciare le restanti patologie.

E l’ospedale Paolo Borsellino di Marsala, ha tutte le caratteristiche per svolgere questo ruolo. E’ equidistante dai comuni che si trovano al nord e al sud della provincia, ha cinque sale operatorie e i reparti chirurgici che potrebbero trattare la maggior parte di casi di tumori. La chirurgia generale, la chirurgia toracica , l’urologia, la senologia era prima a Marsala. Se a queste chirurgie, venisse dato un indirizzo oncologico, potenziandoli in posti letto, tecnologie e personale con esperienza oncologica, nel volgere di pochi anni si ridurrebbe l’esodo dei pazienti, la mortalità e l’Asp non esborserebbe tutti questi milioni di euro ad altre regioni, ma li potrebbero investire in loco, per migliorare la risposta sanitaria.

L’ospedale ha anche altri servizi necessari per trattare pazienti complessi: rianimazione, unità di terapia intensiva cardiologica, dialisi, e un ottimo servizio di diagnostica radiologica. Se per i trapianti, per gli interventi di cardiochirurgia, neurochirurgia, malattie rare, e’ normale ricoverarsi altrove, soprattutto negli ospedali di Palermo, non è accettabile per la maggior parte di interventi di chirurgia oncologica, ormai diventati di routine.

Tutto questo si potrebbe fare subito anche senza il nuovo piano sanitario regionale, che oltretutto ancora non c’è verosimilmente per lotte interne al governo Schifani . I cittadini non possono morire per il disinteresse e l’incuria della politica regionale o peggio ancora per “l’interesse a non far funzionare la sanità pubblica”. Questa purtroppo è una problematica che interessa tutte le province non metropolitane ed è urgente che la politica intervenga al più presto. Se ci fosse stato un ospedale a “indirizzo oncologico” sicuramente i referti degli esami istologici, scandalo nazionale di qualche anno fa, non sarebbero arrivati dopo otto mesi ma molto prima e la prognosi dei pazienti poteva essere molto diversa .

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Cardiologo, dal 2015 al 2020 sindaco di Marsala, già direttore dell'U.O. di Cardiologia dell'Ospedale di Trapani

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