Si stanno ancora spegnendo gli ultimi roghi che hanno devastato la Sicilia in questi giorni, mentre una famiglia piange Alessandro Marchì, capo reparto dei vigili del fuoco di Caltanissetta, morto durante le operazioni di spegnimento di un rogo nel nisseno.
Ci sarà tempo per analisi approfondite, ma una prima pacata riflessione è già possibile, evitando polemiche che, davanti alla morte di Marchì, sarebbero inopportune.
Non si può parlare di eventi imprevedibili. Il cambiamento climatico è un dato di fatto e la Sicilia è tra le terre più colpite: da anni sappiamo che dovremo fare i conti con periodi prolungati intorno ai 40° e con venti caldi e impetuosi, tutt’altro che imprevedibili.
Nè è imprevedibile la mano della criminalità. Il capo della Protezione civile ha parlato di un problema di ordine pubblico, con centinaia di incendi appiccati da criminali. Verissimo, ma anche ben noto, così come la ripugnante ‘tecnica’ dei gatti usati come torce viventi.
Cambiamento climatico, venti caldi, criminalità sono EMERGENZE NOTE, insieme a tutte le altre che affliggono la nostra bellissima ma problematica Terra. E ALLORA BISOGNA REAGIRE CON LA PROGRAMMAZIONE, IN TERMINI DI UOMINI E DI MEZZI.
NON VA BENE leggere che la Regione siciliana ha 14mila operai forestali, per lo più “a giornate” e con ETÀ MEDIA DI 60 ANNI, tanto che solo 5mila – autentici eroi – possono essere impiegati nell’antincendio.
Non va bene che la riforma del settore forestale sia in cantiere dal 2022 senza sviluppi. Non va bene che metà delle guardie forestali, che dovrebbero contrastare i piromani, non sia ancora in servizio per problemi di inquadramento e indennità irrisolti.
Quanto ai mezzi, altrettanto importanti, fa male sapere che la Regione ha aggiudicato contratti per 90 autobotti e 210 pick-up che DEVONO ANCORA ENTRARE IN PRODUZIONE. E fa male sentirsi dire, come è capitato al sottoscritto, fermo per ore allo svincolo di Resuttano tra centinaia di auto e TIR con l’autostrada chiusa per uno degli incendi, che “CANADAIR CE NE SONO POCHI E, SE NON ARRIVA IL CANADAIR, IL FUOCO PUÒ ANDARE DOVE VUOLE”.
Ecco, i Canadair. La Sicilia è area a rischio, molto più di altre. Perché la base più vicina è a Lamezia?
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


