Sono andati fino a Roma per trovare l’accordo sulla ‘manovrina’… qui non c’era l’aria giusta, o forse serviva una benedizione particolare…
E l’hanno trovata, la quadra, nella solita logica della spartizione: 1,4 milioni a deputato per interventi territoriali, con la gentile e interessata ‘copertura’ di Comuni ed enti ecclesiastici.
Le solite ‘MANCE’, la solita SPARTIZIONE a pioggia. Una pioggia che naturalmente disseterà solo i comuni e le parrocchie vicini ai deputati presenti all’ARS, che con le piccole clientele devono garantirsi il consenso. Anche perché il 2027 incombe…
Tutto funziona così in Sicilia: i posti letto nella rete ospedaliera, la riparazione di un tratto di strada provinciale o del campanile della Chiesa Madre, il concerto del cantante più o meno in voga alla sagra del capitone. Tutto dipende dall’avere il deputato ‘potente’, che porta il finanziamento e garantisce l’incarico.
In una Regione che non produce ricchezza, il problema è la SOPRAVVIVENZA. E chi può attingere alla borsa dei soldi pubblici e distribuirli agli amici la garantisce. E QUINDI VA VOTATO.
Questa è la Sicilia di oggi, nella Regione della peggiore destra di sempre. Che ha il coraggio di parlare di crescita, di manovre espansive e liberali. E torno sempre a Totò: MA MI FACCIA IL PIACERE
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


