La vicenda della SAS, Servizi Ausiliari Sicilia, con le dimissioni di Mauro Pantò, uomo di Totò Cuffaro, già candidato con la DC alle scorse regionali, travolto da uno scandalo su assunzioni clientelari e promozioni facili e pilotate, NON HA NIENTE DI NUOVO.
È l’ennesima stazione della Via Crucis che la Sicilia continua ad attraversare, l’ennesima casella di un sistema clientelare, basato sullo scambio, sul favore, sulla promozione in cambio di consensi elettorali. La creazione e il mantenimento, anzi il rafforzamento, del consenso mediante lo scambio, di denaro o di altre forme di utilità personale o familiare.
SCHIFANI, come sempre, FINGE DI STUPIRSI E INDIGNARSI. Ieri sugli scandali nella Sanità, oggi sulla SAS. Revoca incarichi, nomina commissioni che faranno relazioni che saranno insabbiate, rilascia dichiarazioni di fuoco, scarica tutte le responsabilità. E naturalmente Cuffaro è il suo capro espiatorio preferito, ormai, dopo essere stato il più fedele tra gli alleati. TUTTO FALSO, TUTTO IPOCRITA.
Anche perché, intanto, la peggiore politica siciliana già briga per la successione, rispolvera l’ultima edizione del Manuale Cencelli, valuta pesi e contrappesi delle diverse ‘poltrone’. PERCHÉ LA SAS CON I SUOI 3500 DIPENDENTI FA GOLA, ECCOME SE FA GOLA…
BASTA. LA SICILIA, QUELLA VERA, NON NE PUÒ PIÙ.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


