Siamo arrivati a metà marzo e lo ‘score’ dell’ARS è fermo a una sola legge approvata, quella relativa agli Enti Locali. Per giunta azzoppata nelle parti politicamente più rilevanti (il terzo mandato per i sindaci dei comuni più piccoli e il consigliere supplente), fatta salva la norma sulle ‘quote rosa’ nelle Giunte comunale, salvata solo per il massiccio, sacrosanto e compatto intervento di tutte le deputate.
Per il resto il nulla cosmico. Nessuna riforma, niente. L’ARS SI ANIMA solo quando si discute di leggi finanziarie, di manovre bis, ter, quater, insomma quando si spartisce la ‘CUTRA’.
POCHI GIORNI FA, L’APOTEOSI. Nel vuoto dell’Assemblea si discuteva della guerra in Iran, delle potenziali conseguenze per la Sicilia, delle basi americane sulla nostra isola. Temi drammaticamente importanti IN QUESTO MOMENTO.
Ma non c’erano ‘interventi territoriali’ in ballo. Non si doveva spartire risorse utili per foraggiare le clientele. E allora: AULA VUOTA.
ASSENTE, NATURALMENTE, IL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA, IL PRESIDENTE DISOCCUPATO. MA SPICCAVA ANCORA DI PIÙ L’ASSENZA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE, DEGNO EMULO DELLA SUA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. NON AVEVA NULLA DI IMPORTANTE DA DIRE AI SICILIANI, EVIDENTEMENTE.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


