Comincia oggi il cammino della Finanziaria aLL’ARS. Un cammino che si preannuncia piuttosto tortuoso e complesso, per diverse ragioni.
Da una parte, l’esplosione dei contenuti: si è partiti da un provvedimento snello, di soli 28 articoli, esitato dalla Giunta di Governo, successivamente lievitato ad addirittura 134 articoli dopo il passaggio in commissione Bilancio, a causa degli interventi dei parlamentari della maggioranza, con conseguente incremento rilevante dell’importo complessivo della manovra.
Dall’altra, il clima della maggioranza di governo permane burrascoso: già oggi è partito il “fuoco amico” con l’intervento del deputato di Forza Italia De Leo, in rotta con il governo Schifani. Sullo sfondo rimangono infatti numerose questioni irrisolte: dal rimpasto di giunta più volte richiesto dai vari partiti, a partire da MPA, al comportamento della DC, senza più assessori ma organica alla maggioranza, ai malumori di FdI per l’ormai storica richiesta di spostamento di Iacolino, più volte promesso da Schifani, ma mai concretizzato, alle spaccature interne di Forza Italia, al peso della Lega siciliana, da molti ritenuto insopportabile.
Per non parlare delle annose vicende collegate ai famigerati “interventi territoriali”, le mancette, senza le quali il consenso dei deputati della destra alla manovra è impossibile e quindi introdotte nella manovra con travestimenti sempre più fantasiosi.
Le difficoltà della maggioranza sono anche amplificate da un’opposizione finalmente compatta e agguerrita, che certamente proverà a mettere in difficoltà il governo, anche con lo strumento del voto segreto.
Vedremo. Tutto lascia immaginare un NUOVO VIETNAM per la maggioranza: sempre più divisa, rissosa, tenuta insieme solo dalla gestione del potere e squassata dalle indagini giudiziarie che riguardano tutti i partiti che la compongono. UNA MAGGIORANZA CHE CONTINUA A RAPPRESENTARE IL PIU’ GRANDE DEI PROBLEMI PER LA SICILIA.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


