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PINOCCHIO ERA UN DILETTANTE. IN CONFRONTO A SCHIFANI.

C’era una volta un Presidente di Regione che amava fare promesse solenni. Diceva di voler salvare la sanità siciliana, costruire termovalorizzatori in tempi record, aprire i cantieri del Ponte sullo Stretto entro l’anno e assumere centinaia di persone per rafforzare la macchina pubblica. Poi, però, i dati e la realtà raccontano un’altra storia.

1. Sanità regionale: promesse e realtà

La dichiarazione (maggio 2025): «Stiamo lavorando per far uscire la Sicilia dal piano di rientro in tempi brevi.»

I fatti: a fine settembre 2025 la Sicilia è ancora dentro il piano di rientro. Nessun decreto ministeriale, nessuna delibera della Corte dei conti. Al massimo, una nuova rete ospedaliera approvata dalla giunta, con centinaia di posti letto da attivare, senza che sia definito un cronoprogramma serio, e di attrezzature tecnologicamente avanzate, senza che sia formulata una ipotesi di copertura.

Inoltre, la Regione ha speso solo una parte limitata dei fondi PNRR destinati alla sanità: diversi progetti non sono stati avviati nei tempi previsti, con rischio di perdita di risorse. A ciò si aggiunge l’emergenza delle liste d’attesa, che la nuova norma approvata ad agosto 2025 non ha ancora risolto: i tempi per visite specialistiche e interventi restano tra i più lunghi d’Italia.

2. Termovalorizzatori: siamo ai disegni preliminari

La dichiarazione (settembre 2025): «Il progetto sarà pronto in cinque mesi, la costruzione dei termovalorizzatori avverrà nel 2027 e si concluderà nella prima metà del 2028.»

I fatti: è stato aggiudicato l’appalto per la progettazione di massima e la fattibilità tecnico-economica dell’opera. Seguiranno gli altri livelli di progettazione, ben più impegnativi, l’iter autorizzativo, la gara e, finalmente, la costruzione. Senza particolari intoppi (sempre possibili, anche dal punto di vista legale) SERVONO NON MENO DI 7-8 ANNI

E ben più degli 800 milioni di euro preventivati, tanto che Schifani sta già pensando di sottrarre altri soldi dal Fondo Sviluppo e Coesione. 

3. Ponte sullo Stretto: «Svolta storica»

La dichiarazione (agosto 2025): «CIPESS ha approvato il progetto definitivo, entro il 2025 i cantieri.»

I fatti: sì, il CIPESS ha approvato il progetto definitivo il 19 settembre. Ma l’avvio dei lavori resta subordinato alla valutazione della Corte dei conti che ha appena bloccato l’appalto, non approvando la delibera CIPESS e dando al Governo nazionale venti giorni di tempo per rispondere ad una serie di rilievi su costi e norme ambientali. L’ennesimo cantiere che parte sempre «entro l’anno».

4. Spese per alberghi e ristoranti: «Informazioni non veritiere»

La dichiarazione (settembre 2025): «Da alcuni giorni, l’opposizione ed alcune testate giornalistiche di parte riportano informazioni non veritiere sui costi delle missioni che svolgo per fini istituzionali.»

I fatti: E allora perché i rimborsi spese per il Presidente della Regione Siciliana sono stati adeguati con un incremento specifico per i rimborsi legati a pasti e pernottamenti, da 50 a 170,91 euro per pasto e da 200 a 570 euro per una notte in hotel? E perché è stata utilizzata la motivazione risibile di un adeguamento collegato all’aumento del costo della vita e all’indice ISTAT?

5. Assunzioni: «369 nuovi forestali»

La dichiarazione (agosto 2025): «Via libera a 369 assunzioni nel Corpo Forestale, 255 già nel 2025.»

I fatti: delibera approvata, sì. Ma ad oggi nessun atto concreto, il solito annuncio a effetto che diventa un miraggio.

6. Fondi e infrastrutture: «Nessuna occasione persa»

La dichiarazione (fine 2024): «La Sicilia non perderà un euro del PNRR e dei Fondi di Coesione.»

I fatti: guardiamo la sola linea ferroviaria ad alta capacità (non alta velocità) Palermo-Catania. Nella versione iniziale, ben quattro lotti dell’opera erano finanziati a valere sul PNRR, da Lercara a Catenanuova, passando da Caltanissetta, Enna e Dittaino.

Sono stati stralciati dal Piano, o stanno per esserlo, tutti e quattro, perché la scadenza del 2026 prevista dal Piano non poteva essere rispettata, anche in considerazione del fatto che lo stato di avanzamento dei lavori è ancora a livello di impianto del cantiere.

In totale si sono già persi 2,1 miliardi di euro a valere sul PNRR. Naturalmente in questi casi, governo nazionale e regionale si precipiteranno a dire che il problema non esiste, che saranno utilizzati altri fondi nazionali od europei. Ma non è così. Se i lavori saranno “caricati” su altri fondi, evidentemente questi ultimi non potranno essere utilizzati per altre opere cui erano stati inizialmente destinati. E, intanto, i fondi PNRR saranno andati ad altre regioni più pronte, veloci nell’esecuzione o semplicemente più realistiche nella programmazione. 

Per non parlare del Fondo Sviluppo e Coesione, già “impegnato” tra Ponte e Termovalorizzatori per più di 2,1 miliardi. E sono solo i primi, come detto Schifani ha già annunciato che 800 milioni non basteranno per i Termovalorizzatori. Nel frattempo, dighe e reti idriche restano senza manutenzione né collaudi.

CONCLUSIONE

Se Pinocchio aveva il naso lungo ogni volta che mentiva, in Sicilia rischiamo di vedere un viadotto più lungo del Ponte sullo Stretto. La rubrica «Pinocchio era un dilettante» si conferma il posto giusto per ricordare che tra slogan e fatti, troppo spesso, c’è un abisso.

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Già professore ordinario di Gastroenterologia dell’Università di Palermo e Direttore dell’UOC di Gastroenterologia del’AOUP “P. Giaccone”

Presidente Fondazione Italiana Autismo (FIA). Presidente del gruppo Italia Viva - Il Centro - Renew Europe alla Camera dei Deputati.

Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.

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