La sanità ospedaliera della provincia di Trapani, e non solo, rischia di peggiorare ancora di più, nonostante l’impegno del personale medico e infermieristico. Il governo nazionale, per il 2027 ha stanziato intorno ai tre miliardi invece dei sei-sette che chiedono tutte le regioni, comprese quelle del centro destra, che sono forse le più arrabbiate, perché non si aspettavano uno stanziamento così esiguo.
Sarebbe opportuno sapere cosa ne pensano sia il presidente Schifani che l’assessore alla Salute di questi pochi fondi, che penalizzano soprattutto le regioni meridionali. E per i prossimi anni , sarà ancora peggio. Investimenti che sono molto inferiori alla media europea, che è intorno al 7% del PIL con alcune nazioni, come la Germania, la Francia e altre che si avvicinano al 10%, mentre l’Italia è al 6,qualcosa e negli anni successivi si prevede che scenderà sotto il 6%, con altissimo rischio che salta la sanità pubblica.
A tutto questo va aggiunta la peculiarità della nostra Asp, che alla grave carenza di posti letto, di unità operative di eccellenza e di personale, aggiunge la gravissima carenza di medici nei pronto soccorso, oltre il 50/60 % della pianta organica. Situazione che i dirigenti aziendali, vorrebbero risolvere coinvolgendo nei turni medici di altri reparti, compromettendone il funzionamento, riducendo l’assistenza, allungando ancor di più le liste d’attesa e la fuga dei pazienti verso altri ospedali anche fuori regione, fin quando queste li accetteranno.
L’Asp sarà costretta a sborsare ancora più soldi per curare i propri pazienti e di conseguenza a diminuire gli investimenti in loco. Già nel 2025 ha sborsato circa 155 milioni. Di quanto aumenterà, la spesa nel 2026 e negli anni successivi? Se i medici dei vari reparti, saranno costretti a fare turni di guardia nei pronto soccorso, non solo si penalizzeranno i reparti di appartenenza, riducendo l’assistenza, ma sarà mortificata la loro professionalità e saranno messi a rischio di sbagliare, perché non hanno la giusta esperienza nell’area di emergenza.
Quanti di questi medici faranno di tutto per trasferirsi altrove o di lasciare l’ospedale per andare a lavorare sul territorio o nel privato? Quanti nuovi medici non accetteranno di venire a lavorare negli ospedali di questa provincia, per il timore di essere costretti a fare turni in pronto soccorso, non avendo la giusta competenza? Praticamente al danno si aggiunge la beffa.
Perché si è arrivati a questa pericolosa ed esplosiva situazione? Già tanti cittadini, hanno poca fiducia nella nostra sanità, ne avranno sempre di meno, con il rischio che possano aumentare le denunce. La sanità non si gestisce cercando di tappare i buchi, ma con una seria programmazione. La toppa oltretutto è quasi sempre peggio del buco stesso.
Cardiologo, dal 2015 al 2020 sindaco di Marsala, già direttore dell'U.O. di Cardiologia dell'Ospedale di Trapani



