“Condividiamo e sosteniamo con forza la presa di posizione degli undici sacerdoti della Fondazione ‘Interesse Uomo’ contro le recenti, inaccettabili dichiarazioni del Generale Roberto Vannacci. Decontestualizzare le Sacre Scritture e definire l’apostolo Paolo un ‘camerata’ per giustificare un manifesto politico basato sull’esclusione sociale rappresenta l’ennesima deriva di una destra populista a corto di argomenti”. Lo dichiarano in una nota congiunta Francesco Rizzo e Roberta Lala, esponenti della Segreteria Provinciale di Italia Viva Agrigento.
“Trasformare i Santi in icone di partito e accostarli a terminologie che richiamano i periodi più bui dei totalitarismi del Novecento non è una semplice gaffe, ma una precisa e pericolosa strategia di distrazione di massa”, sottolinea Francesco Rizzo. “Come riformisti, difendiamo la laicità delle istituzioni e il profondo rispetto per la storia della Chiesa. La politica seria si fa con le competenze e le riforme, non stravolgendo il Vangelo per elemosinare qualche like sui social o per infiammare le piazze”. Alle parole di Rizzo fanno eco quelle di Roberta Lala, che riporta l’attenzione sulle reali priorità del territorio: “Il principio paolino del ‘chi non lavora neppure mangi’ era un richiamo alla responsabilità fraterna, non uno slogan per tagliare il welfare e colpire i più deboli. Nel nostro Sud, e in particolare nella provincia di Agrigento, affrontiamo quotidianamente le complessità legate all’immigrazione e alla povertà. Invece di assistere a surreali dibattiti teologici improvvisati da figure in cerca di visibilità, questo Governo dovrebbe concentrarsi su questioni ben più urgenti”. Italia Viva Agrigento ribadisce dunque la necessità di un ritorno alla concretezza, indicando tre priorità assolute per il territorio:
- Politiche attive del lavoro vere: per superare le logiche puramente assistenzialistiche e creare reale sviluppo economico.
- Gestione pragmatica dell’immigrazione: lontana dagli estremismi ideologici, puntando su un’integrazione che garantisca sicurezza e dignità.
- Rispetto delle istituzioni e della laicità dello Stato: respingendo ogni tentativo di polarizzazione e di strumentalizzazione della fede cattolica e di ogni altra fede.
“Il Paese reale – concludono Rizzo e Lala – ha bisogno di soluzioni, di infrastrutture e di serietà, non di polemiche costruite a tavolino per alimentare divisioni. È tempo di archiviare la stagione dei provocatori di professione e rimettere al centro il buongoverno”.


