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RACCOGLIAMO IL TESTAMENTO DI ENRICO BERLINGUER. 42 ANNI FA.

Oggi, 7 giugno. Sono passati esattamente 42 anni.

A Padova, sul palco, un uomo si spegneva consumato dalla fatica e dall’amore per il suo popolo. Prima di cedere il passo alla storia, ci ha lasciato quello che non è solo un testamento emotivo, ma la bussola politica definitiva:

“Lavorate tutti. Casa per casa, azienda per azienda. Strada per strada. Dialogando, con fiducia. Per quelli che siamo e saremo, per la nostra causa. Che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, e del progresso.”

Fermiamoci a riflettere, senza la solita retorica da commemorazione sterile. Cosa ci sta dicendo qui Enrico Berlinguer? Ci sta indicando la via di un riformismo maturo, coraggioso, che non ha paura di sporcarsi le mani.

Guardate bene le parole: “Dialogando, con fiducia”.

Non c’è spazio per il settarismo disfattista in questa visione. Non c’è la purezza ideologica fine a se stessa, quella che ti fa prendere lo zero virgola e ti lascia all’opposizione in saecula saeculorum mentre gli altri distruggono i diritti dei lavoratori.

C’è invece il cuore di quella grandiosa intuizione politica che fu il Compromesso Storico: la consapevolezza che per salvare il Paese, per garantire la democrazia e far avanzare concretamente i diritti della classe lavoratrice, serve la forza di dialogare con le altre grandi masse popolari e democratiche.

Anche quelle che non la pensano esattamente come noi.

Fare le riforme vere — quelle per il lavoro, per la pace, per il progresso sociale — significa avere l’intelligenza di mediare senza svendersi, di unire le forze sane del Paese per isolare le spinte reazionarie. Significa governare i processi storici, non limitarsi ad abbaiare alla luna.

Oggi, in un’epoca di frammentazione e slogan urlati sui social, la lezione di Padova è uno schiaffo che deve svegliarci.

Non si cambia la vita delle persone con i like o con i megafoni isolati. Si cambia “casa per casa, azienda per azienda”. Si cambia costruendo ponti, alleanze larghe e riforme strutturali.

Raccogliamo questo testamento. Torniamo a fare politica vera. Lavoriamo tutti.

FRANCESCO RIZZO
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Francesco Rizzo (1995) è docente di materie umanistiche, saggista promotore culturale. Presidente del centro "Hosàytos" e Direttore Editoriale di "Sorsi e morsi d'arte", ed editorialista per “TotaPulchraNews” collabora attivamente con atenei, riviste scientifiche e prestigiose istituzioni del territorio agrigentino (come la Valle dei Templi, la Lucchesiana e il MUDIA). È autore di numerose pubblicazioni storiche e filosofiche, tra cui la “Summa Sicana” e il saggio “Francesco Magno. Un pontificato sine glossa (2026)”

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