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HomePoliticaSERVE LA BUSSOLA DEL PRAGMATISMO: UN INVITO A CONTE E AL M5S

SERVE LA BUSSOLA DEL PRAGMATISMO: UN INVITO A CONTE E AL M5S

In questa Terza Repubblica, che nel suo incedere oscilla quotidianamente e pericolosamente tra la farsa e la tragedia, c’è un vizio di fondo che continua a inquinare il dibattito pubblico: l’ostinata tendenza a guardare nello specchietto retrovisore. L’invito che mi sento di rivolgere oggi a Giuseppe Conte e a tutto il Movimento 5 Stelle è chiaro, quasi perentorio: è tempo di guardare al futuro e smettere di farsi prigionieri del passato.

Per decifrare le dinamiche impazzite del nostro tempo, la lezione di Niccolò Machiavelli non è un mero vezzo intellettuale, ma si rivela una vera e propria terapia d’urto essenziale. E proprio l’ex premier dovrebbe saperlo bene. C’è stato un tempo non lontano in cui Conte, calcolando i rapporti di forza con freddezza geometrica e notevole spregiudicatezza, è riuscito nel capolavoro tattico di portare il Partito Democratico al governo insieme ai 5 Stelle, ribaltando ogni pronostico. Dov’è finita oggi quella lucidità machiavellica?

Attualmente nel centrosinistra sembra prevalere la pretesa di calcolare ogni singola mossa con la garanzia del risultato, ma la realtà istituzionale italiana ci insegna un dogma inossidabile: non si può prevedere a priori se un governo durerà o meno i canonici cinque anni. Le legislature nascono, mutano pelle, si frantumano o si rigenerano in base alle contingenze della storia e del Parlamento. Pretendere di blindare il domani, magari ponendo veti incrociati o chiedendo garanzie di longevità prima ancora di partire, è un’illusione che rischia di trasformarsi in paralisi.

In questo teatrino della politica, troppo spesso i leader si rivolgono agli elettori trattandoli come un popolo bambino che guarda solo alle apparenze, offrendo loro narrazioni rassicuranti ma vuote e ignorando la crisi profonda, economica e sociale, che morde il Paese.
È arrivato il momento di abbandonare le chiacchiere e i formalismi. La politica non è un contratto assicurativo a scadenza fissa. Al Movimento 5 Stelle non serve rivendicare antiche purezze o piangere sulle alleanze tradite, serve pragmatismo. Il passato è utile solo se insegna qualcosa; il futuro, invece, appartiene a chi ha il coraggio di affrontarlo senza l’ossessione di dover per forza controllare l’incontrollabile.

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Francesco Rizzo (1995) è docente di materie umanistiche, saggista promotore culturale. Presidente del centro "Hosàytos" e Direttore Editoriale di "Sorsi e morsi d'arte", ed editorialista per “TotaPulchraNews” collabora attivamente con atenei, riviste scientifiche e prestigiose istituzioni del territorio agrigentino (come la Valle dei Templi, la Lucchesiana e il MUDIA). È autore di numerose pubblicazioni storiche e filosofiche, tra cui la “Summa Sicana” e il saggio “Francesco Magno. Un pontificato sine glossa (2026)”

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