Il bando pubblicato dalla Sac spa, che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso, che prevede l’ingresso di un socio privato destinato ad assumerne il controllo, non riguarda una semplice apertura al capitale privato ma il trasferimento della guida di un’infrastruttura strategica con il conseguente cambiamento di scenario, non solo economico, per l’intera Sicilia orientale.
Per posizione geografica e bacino di utenza, la Sac gestisce una realtà assimilabile a un monopolio naturale locale (la rotta aerea Catania-roma è la più trafficata in Italia proprio per l’assenza di alternative valide). In un simile contesto, la privatizzazione non può essere valutata solo in termini di incasso immediato o di valorizzazione finanziaria delle quote pubbliche. Perché se è vero che dove esiste concorrenza reale, l’ingresso dei privati può generare efficienza, è vero anche che nelle concessioni e nei servizi essenziali il rischio è trasformare una rendita pubblica in rendita privata.
Il rischio è di consegnare a un privato una posizione già protetta, senza contare l’ulteriore rischio che vada in mano a società straniere portatrici di interessi divergenti da quelli del territorio. Non sono chiare, inoltre, le ragioni per cui si decide di cedere il controllo di una società che appare sana, redditizia e non in crisi finanziaria, senza avere prima dimostrato che sia davvero la scelta migliore.
Colpisce la debolezza delle informazioni strategiche disponibili. Gli atti noti non chiariscono in modo sufficiente investimenti programmati, fonti di finanziamento e obiettivi industriali. Questa opacità è grave proprio nel momento in cui si prospetta un mutamento decisivo dell’assetto proprietario e non consente la valutazione di possibili alternative. Anche il futuro dello scalo di Comiso passa sotto silenzio: non è chiarito se esso debba svolgere una funzione territoriale, turistica o di sistema e se tale funzione vada tutelata e protetta.

Carmelo FINOCCHIARO
Nato nel 1962, di professione commercialista e proprietario di un gruppo imprenditoriale che spazia dall’edilizia, alle multi utility, al food, ha militato da giovane nella FGCI, PCI, PDS, DS per poi approdare in Italia Viva. Già’ dirigente nazionale del settore produzione e lavoro di Legacoop. Consigliere comunale nei periodI bui della lotta alla mafia nel comune di Mascalucia.
Presidente nazionale di Confedercontribuenti associazione per la tutela dei contribuenti e degli utenti bancari, associa in tutta Italia prevalentemente imprese.


