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LA MOBILITA’ DOVREBBE ESSERE UN DIRITTO. MA DIVENTA UN EVENTO.

Prima della partenza con il famoso Sicilia Express alla stazione di Palermo si avvicinano a me due turisti veronesi, mi chiedono cosa fare a Palermo in un giorno. Li guardo, cerco di creare su due piedi un itinerario dando qualche cenno storico su ogni luogo che cito. A un certo punto, soddisfatti, e forse un poco esausti dalla mia narrazione, mi ringraziano e mi chiedono se fossi laureata in beni culturali o in archeologia. Rispondo che no, non sono laureata in beni culturali o in archeologia, ma sono siciliana, e i siciliani sono fatti così.

Non so quanto abbiano capito della mia affermazione ma era arrivato il momento di andare, li saluto e mi dirigo al binario 4. Una folla più folta del solito copre la visuale del treno battezzato Sicilia Express, che di Express non ha nulla, visto che ci attendono più di 24 ore per raggiungere le vette del continente italiano.

Oltre al personale di bordo altra gente è stata ingaggiata appositamente per promuovere il treno delle meraviglie, si parla di gadget, animazione. Tutto magico e fatato, come la mia narrazione ai turisti veronesi. Peccato che nessuna persona salita su questo treno l’abbia scelto per un tour artistico e paesaggistico del nostro territorio. Siamo tutti studenti, lavoratori siciliani, famiglie intere con bambini a seguito, anziani pronti a tornare a casa o a raggiungere i propri figli e nipoti, tutti entusiasti di tornare nella propria seconda casa senza dover spendere cifre esorbitanti.

Davanti alla grande fortuna di poter scendere e risalire con 60 euro passa la stanchezza, sale l’allegria e si balla a ritmo di una musica che sa tanto delle solite canzonette che spesso ascoltiamo per non sentire il rumore assordante delle nostre difficoltà.

Ciò che dovrebbe essere normalità si trasforma in un evento degno del più rinomato circo d’Italia. Tornare su al nord è uno spettacolo che merita di essere ripreso e filmato con tanto di accompagnamento musicale, gadget e brindisi offerti.

Andiamo tutti a dormire, con l’unica certezza di ritrovarci, la mattina dopo, tra le montagne innevate della Lombardia e del Piemonte Il treno ci culla e cala il silenzio.

Rimbomba soltanto una voce dentro di me: Noi siciliani siamo fatti così: ridiamo sotto la pioggia, brindiamo alla vita che passa, e magari alla fine smette pure di piovere!

Nicoletta PETROTTO
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Laureata in lingue e letterature comparate presso l'università degli studi di Catania, docente di ruolo sul sostegno presso l'Istituto comprensivo M.Novaro di Imperia, docente di lingua inglese, spagnola e italiano come lingua straniera.

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