A guastare i progetti di Carlo Nordio è arrivato l’Istat: mentre il ministro vuole ampliare le carceri minorili, gli italiani continuano a ridurre la produzione di minorenni, con appena 355.772 nati nel 2025 e una deplorevole indifferenza alle esigenze future dell’amministrazione penitenziaria. Se la tendenza prosegue, per inaugurare un nuovo istituto bisognerà farsi prestare i ragazzi da quello accanto, trasferendoli insieme alla banda e al vescovo, perché il ministro possa tagliare il nastro davanti a una popolazione carceraria presentabile.
Il governo che esorta le donne a dare figli alla patria sta dunque precisando le modalità della consegna: appena nati serviranno a dimostrare che la nazione ha un futuro, qualche anno più tardi a dimostrare che ha il pugno duro. In mezzo c’è quel fastidioso intervallo durante il quale bisognerebbe crescerli, istruirli e cercare di recuperarli quando cominciano a perdersi, tutte occupazioni che richiedono anni e non garantiscono neppure una buona inquadratura al telegiornale. Una fila di ragazzi ammanettati, invece, permette di mostrare contemporaneamente che la gioventù è degenerata e che il governo sta lavorando, ricavando due successi propagandistici da un solo fallimento educativo.
Bisognerebbe però che i due ministeri si parlassero prima di commissionare altro cemento, perché quello della Famiglia descrive bambini talmente preziosi da doverne incoraggiare la nascita a ogni costo, mentre quello della Giustizia sembra impaziente di vederli crescere per potersene finalmente occupare. Con un minimo di coordinamento si potrebbe almeno risparmiare sulle fotografie: il medesimo ragazzo, ripreso di fronte e di profilo, illustrerebbe sia la campagna sulla rinascita demografica sia il bollettino sulla sicurezza, consentendo all’ultimo minorenne italiano di rendersi utile alla patria prima ancora di essere condannato.

ANTONIO CRAXI'
Già Professore ordinario di Gastroenterologia dell'Università di Palermo e Direttore dell'UOC di Gastroenterologia dell'AOUP Paolo Giaccone. Responsabile Sanità di Italia Viva Sicilia.


