Solo adesso si apprende della ragazza trans di 14 anni morta suicida a Vittoria in provincia di Ragusa. La notizia è circolata in rete, grazie a quanto riportato da attiviste e realtà trans sui social.
Per la stampa locale, nella giornata del 9 febbraio scorso, la notizia è stata riportata come il suicidio di “un ragazzo di soli 14 anni “. Nel testo non compare alcun riferimento alla identità di genere. Solo dopo qualche giorno, si è appreso attraverso testimonianze e post pubblici rilanciati sui social che la giovane suicida era una RAGAZZA TRANS, verità questa che cambia radicalmente la lettura della vicenda.
Il sindaco di Vittoria si è limitato ad un post nel quale non facendo alcun riferimento alla identità di genere della vittima si è limitato a dire che il “RAGAZZO” si era suicidato “…perché non ha trovato affetto e rispetto per le sue scelte di vita…”.
L’identità di genere non è una scelta di vita, ma parte integrante della persona.
La corretta informazione sulla esatta identità “trans” delle persone è importante, è culturalmente importante, soprattutto quando siamo di fronte a giovani vittime di omofobia, omotrasfobia.
Bisogna che si sappia quale dolore, la famiglia, la scuola, quella parte di società complice e omertosa provoca a chi ragazzo non è, e non vuole vivere come tale, ma alla RAGAZZA TRANS che, invece, ha diritto di vivere la propria identità senza discriminazioni.
La morte della 14enne di Vittoria, deve riportare l’attenzione sul sostegno ai diritti negati delle persone trans, negati in famiglia, attraverso discriminazioni lavorative, ostacoli burocratici nel cambio di nome e genere, accesso limitato alle cure sanitarie di affermazione di genere e violenza transfobica, che rendono questa comunità vulnerabile a hate speech e reati d’odio.
Quando la destra afferma che il Pride “…è volto a promuovere comportamenti illegali…” siamo fuori dal mondo civile. Il male è tutto in questa frase.
La discriminazione è una ferita sociale che non guarisce mai.
La strada del pieno riconoscimento dei diritti civili è lunga ed accidentata ed Italia Viva vuole fare la sua parte.
Commercialista e Revisore legale. Per oltre 30 anni impegnata nell’associazionismo d’impresa e, dal delitto di Libero Grassi, nell’associazionismo antiracket e antiusura. Vicepresidente Comitato Pari Opportunità ODCEC di Palermo. Componente di Giunta della Camera di Commercio di Palermo-Enna per due mandati e componente del Consiglio Camerale per quattro mandati fino al 2023. Responsabile Pari Opportunità di Italia Viva Sicilia



