Forse siamo arrivati all’ultima puntata. Di una storia nata male, continuata peggio, “aggiustata” in corsa, conclusa con il capolavoro dell’assurdo.
Parlo, naturalmente della riforma Bernini, che doveva aprire a tutti le porte degli studi di Medicina, garantire una selezione rigorosa, tagliare la strada ai corsi di preparazione esterni a pagamento, cancellare il meccanismo dei test.
È ANDATA ESATTAMENTE AL CONTRARIO, è rimasto il numero chiuso, i corsi di preparazione proliferano, le Università private gongolano, le regole della selezione sono state cambiate in corso con un approccio che da rigoroso è diventato progressivamente misericordioso, per evitare di lasciare vuoti i posti resi disponibili dalle Università.
MA ARRIVIAMO ALLE COMICHE FINALI, ANCHE SE NON C’E’ NULLA DA RIDERE.
In Sicilia, i posti ancora da assegnare sono 970. A Palermo possono sostenere la prova in 333, a Catania in 262, a Messina in 375. I posti complessivi disponibili erano 1732, quindi più della metà è ancora virtualmente in sospeso. E allora va in scena l’ultimo atto del Purgatorio berniniano: gli esami di riparazione. Due appelli per materia, biologia, chimica e fisica, trentuno domande a risposta multipla con quattro opzioni, con questionari messi assieme e verificati dalle singole sedi senza alcun controllo centralizzato.
SI’ AVETE CAPITO BENE. L’ultima selezione, dentro o fuori, AVVERRA’ CON I TEST, PER DI PIU’ GESTITI A LIVELLO LOCALE.
Trentuno domande a risposta multipla, con quattro opzioni, rimangono lo strumento supremo di selezione a forte impronta localistica della futura classe medica italiana, dopo che PER ANNI SI E’ SOSTENUTO CHE I TEST “A CROCETTE” NON POSSONO MISURARE NULLA DI SIGNIFICATIVO. ORA MISURANO TUTTO.
SIAMO TORNATI AL PUNTO DI PARTENZA. IL GIOCO DELL’OCA DELLA BERNINI, SI POTREBBE DIRE. MA NON SI GIOCA CON IL FUTURO, CON LA VITA DEGLI STUDENTI E DELLE LORO FAMIGLIE.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


