Siamo abituati alle dichiarazioni di solidarietà di Cateno De Luca: un modo grossolano per strumentalizzare la realtà dei fatti per piegarla alla sua narrazione.
Ricostruiamo i fatti. Tutto inizia con una serie di ordinanze con le quali si impone alla cittadinanza taorminese di esporre i rifiuti in una fascia oraria tra l’1,30 e le 5 del mattino perché, parole del sindaco, “la sua faccia non vale meno del diritto al riposo dei residenti”. Il concetto espresso dal Sindaco condensa il suo pensiero politico, secondo il quale non è il Sindaco a porsi al servizio della comunità ma deve essere quest’ultima a piegarsi alla sua volontà.
Ecco dunque che dopo proteste e polemiche, un gruppo di cittadini si organizza in un Comitato civico ed esercita il proprio diritto di partecipazione alla vita politica, chiedendo la modifica degli orari dell’esposizione dei rifiuti.
La mozione viene portata in Consiglio Comunale dove la maggioranza la boccia ma al tempo stesso il Sindaco, dopo avere ricordato alle folle la grandezza delle sue azioni politiche, lascia intravedere una possibile soluzione dettata dalla sua magnanimità d’animo.
Ecco servito l’ennesimo gioco delle tre carte nel quale De Luca si distingue per innata propensione e specifica esperienza maturata sul campo: da un lato fa bocciare la mozione in consiglio comunale, avvalendosi della sua fedele maggioranza ( i cui esponenti dovranno prima o poi guadagnarsi la rielezione) e dall’altro si offre per trovare una soluzione, manifestando solidarietà al Comitato cittadino accusando l’opposizione di avere strumentalizzato la sua protesta.
Qualcuno spieghi a De Luca che in un sistema democratico ciò che è accaduto a Taormina si definisce partecipazione dei cittadini alla vita politica e la mozione presentata e discussa in consiglio comunale costituisce il mero esercizio del potere democratico elettivo e rappresentativo.
L’espressione di solidarietà di De Luca va respinta al mittente qualificandola per ciò che è: l’ennesima, sguaiata, manifestazione di forza muscolare in un contesto nel quale avrebbe dovuto prevalere il confronto, il dibattito e la ricerca delle soluzioni.
Quanto poi alla ventilata possibilità di consentire ai cittadini di conferire i rifiuti in due punti di raccolta, che potrebbero essere individuati a Porta Messina e a Porta Catania, ricordiamo al Sindaco che la raccolta porta a porta si chiama tale perché, per l’appunto, i rifiuti vengono raccolti direttamente alla porta di casa degli utenti e la tariffa imposta ai cittadini è commisurata alla tipologia del servizio. Pertanto, se si tornasse alla raccolta mista (su strada e porta a porta) le tariffe andrebbero adeguate riducendole in conseguenza del peggioramento del servizio prestato.
E se non dovesse farsene convinto da solo, si può sempre chiedere ad ARERA di chiarire a De Luca che a Taormina si applicano le stesse leggi che vigono nel resto d’Italia.


