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SCENDEREMO DAL PONTE ED IMBOCCHEREMO POLVEROSE TRAZZERE?

Il CIPESS ha definitivamente approvato il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, opera gigantesca da quasi 14 miliardi di euro. Il Governo esulta, a partire dal Ministro Salvini che, negli ultimi anni, si è assunto la “paternità” dell’opera.

Al di là della sterile ed inutile discussione se il Ponte debba essere considerato “di destra” o “di sinistra”, personalmente sono stato sempre favorevole alla realizzazione del Ponte. La considero un’opera di potenziale rilevanza per il futuro economico e sociale della nostra isola. 

Può permettere alla Sicilia di diventare un hub strategico al centro del Mediterraneo, una piattaforma logistica tra il Sud e l’Oriente del Mondo e l’Europa. Senza il Ponte la Sicilia è tagliata fuori. Può diventare attrattore di turismo internazionale e favorire scambi e commerci. Può anche servire per ridurre od eliminare quella condizione di insularità, quel sentirsi diversi in quanto isola, che tante volte, a mio avviso, ha costituito un limite più che un pregio.

Quello che però mi preoccupa è che la realizzazione del Ponte avvenga “rastrellando” tutte le risorse disponibili, nazionali e di provenienza europea, incluse, come è già avvenuto, le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione. Già il governo nazionale ha forzosamente sottratto 2,3 miliardi di euro (tra Sicilia e Calabria) del Fondo 2021-2027 che dovevano essere destinate a colmare il gap infrastrutturale (strade, autostrade, ferrovie) che purtroppo allontana la Sicilia dalle altre regioni

Sia a livello del governo regionale, che di quello nazionale sta prevalendo l’idea che TUTTE le risorse disponibili debbano essere destinate alla costruzione del Ponte, tagliando gli altri interventi, considerati non prioritari. Esiste solo il Ponte nella mente dei nostri governanti, altare al quale sacrificare gli altri investimenti infrastrutturali, nonostante l’assoluto stato di degrado del sistema autostradale e ferroviario siciliano.

Tutto ciò è estremamente pericoloso. 

Altrimenti la metafora della bellissima, ma inutile Cattedrale nel deserto sarà drammaticamente attuale. Tra dieci anni attraverseremo un avveniristico e rivoluzionario Ponte, capolavoro dell’Ingegneria italiana, ma proseguiremo il viaggio su trazzere e mulattiere, residuo di un sistema autostradale già oggi degradato, e destinato, senza manutenzione, a diventare del tutto fatiscente.

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Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.

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