L’aeroporto di Catania e’ un’infrastruttura strategica per la Sicilia e per l’intero Mezzogiorno. Non e’ solo uno scalo: e’ una leva decisiva per turismo, sviluppo, investimenti, mobilita’ e competitivita’ del territorio.
Le periodiche eruzioni dell’Etna e la ricaduta di cenere vulcanica ci ricordano ogni volta una verita’ semplice: Fontanarossa opera in un contesto delicato, che richiede programmazione, resilienza e capacita’ di risposta. Non siamo davanti a un fatto imprevedibile, ma a una condizione strutturale che deve essere governata con strumenti adeguati e con una visione di lungo periodo.
Per questo il punto non puo’ essere soltanto chi viene nominato alla guida dell’aeroporto. Il punto vero e’ un altro: quale mandato ricevono i vertici e quale piano di sviluppo i soci intendono affidare loro.
E’ qui che la politica e gli enti soci devono assumersi fino in fondo la propria responsabilita’. Perche’ nominare una governance senza pretendere un programma chiaro, obiettivi misurabili e un impegno concreto sul futuro dello scalo significa indebolire in partenza qualsiasi progetto.
Serve un cambio di metodo netto. I soci non devono limitarsi a designare i nomi. Devono prima definire una strategia e poi scegliere figure che abbiano le competenze, l’esperienza e l’autorevolezza per realizzarla.
A Fontanarossa serve una governance scelta per merito, capacita’ manageriale e visione industriale. Ma soprattutto serve una governance messa nelle condizioni di lavorare su un piano pluriennale vincolante, serio e trasparente, che affronti insieme sviluppo infrastrutturale, innovazione, sicurezza operativa e gestione delle emergenze.
L’aeroporto di Catania ha davanti sfide troppo importanti per essere affrontate senza una rotta precisa: ampliamento e ammodernamento delle infrastrutture, maggiore capacita’ passeggeri, rafforzamento dei collegamenti internazionali, integrazione con ferrovia e metropolitana, continuita’ operativa anche nei momenti di crisi legati all’attivita’ dell’Etna.
Su questo terreno servono anche scelte nuove. In altre parti del mondo esistono aeroporti che convivono stabilmente con rischi naturali ricorrenti, compresa la cenere vulcanica. La differenza la fanno organizzazione, tecnologia, prevenzione e chiarezza negli obiettivi.
Anche Catania deve muoversi in questa direzione, con alcune priorita’ concrete: una struttura permanente dedicata alla gestione della cenere vulcanica; mezzi e protocolli per ridurre drasticamente i tempi di ripristino dell’operativita’; sistemi avanzati di monitoraggio e previsione; un coordinamento vero con gli altri aeroporti siciliani, a partire da Comiso; un rafforzamento dell’intermodalita’ tra aeroporto, ferrovia, metropolitana e rete stradale.
Il futuro di Fontanarossa non si tutela inseguendo l’emergenza, ma costruendo una strategia. Ed e’ esattamente questo che oggi chiediamo ai soci: meno attenzione agli equilibri e piu’ responsabilita’ nel definire missione, obiettivi e tempi del rilancio.
Catania non ha bisogno di nomine senza visione. Ha bisogno di una governance competente, sostenuta da un mandato chiaro e da un piano di sviluppo di lunga scadenza. E i primi a doverlo pretendere sono proprio i soci.

Stefano Bella
Vicepresidente provinciale di Catania
Italia Viva - Casa Riformista


