I nuovi documenti del settore economico-finanziario del Comune di Catania descrivono una situazione che non può lasciare tranquilli cittadini, imprese e operatori economici. I debiti di Palazzo degli Elefanti sembrano un pozzo senza fondo, dal quale continuano a emergere nuove passività senza che si riesca a vedere una prospettiva concreta di risanamento.
Particolarmente preoccupante è la nota del 15 luglio 2026, firmata dalla Ragioniera Generale Clara Leonardi, con la quale viene chiesto il mantenimento dello stato di dissesto. La motivazione è inequivocabile: “sono emerse e continuano a emergere passività”, per un importo prudenzialmente stimato in oltre 141 milioni di euro. Una cifra già enorme che, come lo stesso documento lascia intendere, potrebbe addirittura essere destinata ad aumentare.
Dopo il dissesto dichiarato nel 2018, l’Organismo Straordinario di Liquidazione ha certamente svolto un’importante attività, definendo quasi duemila transazioni e riducendo una parte consistente della massa debitoria. Tuttavia, restano ancora centinaia di posizioni irrisolte, debiti esclusi dalla liquidazione e un rilevante contenzioso che continua a gravare sul futuro finanziario della città.
È evidente che Catania non può continuare a vivere in una condizione di emergenza permanente. Il dissesto non può diventare la normalità amministrativa.
Per questo Italia Viva Catania chiede al Sindaco e all’Amministrazione comunale di riferire immediatamente in Consiglio comunale e ai cittadini sulla reale situazione economico-finanziaria dell’Ente, illustrando con chiarezza:
• quale sia l’ammontare effettivo delle passività ancora da definire;
• quali siano le cause dell’emersione di nuovi debiti;
• quali misure si intendano adottare per evitare che il Comune rimanga intrappolato in una crisi senza fine.
Non bastano slogan o rassicurazioni. Serve un vero piano di risanamento, fondato su trasparenza, rigore amministrativo, controllo della spesa, recupero dell’efficienza della macchina comunale e valorizzazione del patrimonio pubblico.
Le imprese hanno bisogno di un Comune affidabile. I cittadini hanno diritto a servizi efficienti e a conoscere la verità sui conti pubblici. Catania non può continuare a pagare il prezzo di anni di cattiva gestione e dell’assenza di una strategia credibile per il rilancio finanziario dell’Ente.

Carmelo FINOCCHIARO
Nato nel 1962, di professione commercialista e proprietario di un gruppo imprenditoriale che spazia dall’edilizia, alle multi utility, al food, ha militato da giovane nella FGCI, PCI, PDS, DS per poi approdare in Italia Viva. Già’ dirigente nazionale del settore produzione e lavoro di Legacoop. Consigliere comunale nei periodI bui della lotta alla mafia nel comune di Mascalucia.
Presidente nazionale di Confedercontribuenti associazione per la tutela dei contribuenti e degli utenti bancari, associa in tutta Italia prevalentemente imprese.


