Lo avevano ‘costretto’ ad andare all’ARS per la relazione annuale sull’attività di governo. Aveva cercato di evitarlo in tutti i modi, nel pieno della tempesta conseguente all’arresto dell’ultimo deputato di Forza Italia. Con una questione morale grande quanto una casa. Ma non aveva potuto farlo.
E allora ha attaccato il SOLITO DISCO ROTTO. La Sicilia va alla grande, i conti sono a posto, abbiamo registrato la più impetuosa crescita del PIL della storia, le agenzie di rating ci osannano. Tutto grazie alle nostre manovre economiche, virtuose ed espansive.
NON GLI HA CREDUTO NESSUNO. Perché tutti i siciliani vedono il disastro della sanità, l’acqua che non c’è nonostante le piogge abbondanti dell’inverno e gli invasi pieni, i rifiuti che deturpano le nostre strade mentre le discariche sono sempre più piene e la differenziata langue più che mai.
Vedono che il PNRR non ha lasciato praticamente nulla se non qualche edificio vuoto, mentre non si riesce ancora a capire quale sia la percentuale di fondi effettivamente spesi: era il 30% fino a un paio di mesi fa.
Vedono, soprattutto, che non c’è un partito della maggioranza che non abbia indagati, sotto processo, arrestati. Perché la logica dell’appartenenza e la costruzione clientelare del consenso sono nel DNA della destra, ne costituiscono una cifra caratterizzante.
E allora Schifani non poteva che ripetere il suo disco rotto. TRISTE, MALINCONICO, SOLITARIO Y FINAL.
Ingegnere, professore universitario, già rettore dell'Università di Palermo, nonno. E' stato candidato alla carica di governatore della Regione siciliana nel 2017 con la coalizione di centrosinistra.


