back to top
HomeTrasporti e infrastruttureDA PISANELLO A MORACE: LA PERDITA DELL'IDENTITA' MARITTIMA SICILIANA

DA PISANELLO A MORACE: LA PERDITA DELL’IDENTITA’ MARITTIMA SICILIANA

Premessa storica
Dal 1967 al 2026 la flotta marittima siciliana ha rappresentato un caso unico di coerenza tra servizio pubblico e identità culturale. La S.I.RE.MAR. Sicilia Regionale Marittima, con sede legale a Palermo per disposizione di legge, adottava criteri di denominazione delle unità navali riconducibili a quattro ambiti precisi:

1.⁠ ⁠Arte e pittura: gli aliscafi assumevano i nomi di grandi maestri siciliani e italiani. Pisanello, Pinturicchio, Botticelli, Mantegna, Donatello.
2.⁠ ⁠Architettura e arte: i traghetti della classe Palladio erano dedicati a Palladio, Laurana, Sansovino, G. Bellini, F. Lippi, Antonello da Messina, Paolo Veronese, Simone Martini.
3.⁠ ⁠Territorio: i traghetti di collegamento locale portavano i nomi delle isole servite. Vulcano, Stromboli, Lipari, Panarea.
4.⁠ ⁠Mitologia classica: gli aliscafi veloci richiamavano il patrimonio mitologico del Mediterraneo. Calypso, Eraclide, Antioco, Platone. Particolare rilievo la serie Eschilo, unità Foilmaster HSC 2000.

Tale convenzione, sancita nei piani quinquennali degli investimenti pubblici, era autorizzata dal Ministero competente. Ogni nuova unità navale recava nei documenti ufficiali la dicitura: “Serie Pittori… Unità numero… Serie Mitologici…”. Una regia statale che riconosceva il valore identitario dei nomi.

Nel 1995 nasce Ustica Lines, compagnia che pur operando con logiche di mercato manteneva un riferimento territoriale evidente nel proprio nome. Nel 2016 Liberty Lines trasferisce la sede storica da Trapani a Napoli, interrompendo il legame con il territorio d’origine.

Parallelamente si assiste alla sostituzione sistematica delle denominazioni storiche. Le unità che un tempo portavano nomi di pittori e miti siciliani assumono oggi i cognomi della proprietà: Ettore Morace, Vittorio Morace, Fiammetta Morace, Gianni Morace, Carlo Morace, ecc.

Si è passati dunque da una logica pubblica, culturale e territoriale a una logica privatistica e familiare.

La modifica del nome di una nave maggiore richiede il nulla osta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Capitaneria di Porto. Quando “Pisanello” è divenuto “Ettore Morace”, lo Stato ha autorizzato la cancellazione di un elemento di memoria collettiva.

Un’eccezione positiva potrebbe essere rappresentata dalla scelta della Regione Siciliana di intitolare la prima nave a propulsione ibrida a pale “Costanza I di Sicilia”, recuperando una figura storica di rilevanza europea. Un segnale isolato che conferma la possibilità di operare scelte coerenti con l’identità regionale.

Considerato che i collegamenti marittimi con le isole minori sono finanziati con risorse pubbliche attraverso i contratti di servizio, si ritiene necessario che la Regione Siciliana inserisca nel prossimo bando una clausola di salvaguardia identitaria.

Noi chiediamo che almeno il 50% delle unità navali impiegate nel servizio pubblico rechi denominazioni riconducibili alla storia, all’arte e al territorio siciliano.⁠ E chiediamo che sia garantito che almeno una unità della flotta regionale mantenga il nome “Pisanello” o altro simbolo dell’arte siciliana, quale presidio di memoria.

PINO PRESTIGIACOMO
post

Capitano di Lungo Corso. Dal 1977 al 2016 in servizio presso le società SIREMAR e Compagnia delle Isole. Quadro Dirigente. Consigliere Comunale a Palermo (due consiliature) e Assessore alla Provincia di Palermo.
Segretario Regionale Aggiunto UIL Trasporti Sicilia.

Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

I più letti

spot_img

Ultimi Commenti

Mario Mancuso SU VANNACCI, ORA BASTA.
Fabrizio Micari SU HA FALLITO, PRESIDENTE
Damiano Frittitta SU HA FALLITO, PRESIDENTE
Giandomenico Lo Pizzo SU HA FALLITO, PRESIDENTE