back to top
HomeDalle ProvinceCONCA D'ORO: L'EMERGENZA IRRIGAZIONE NON E' MAI FINITA...

CONCA D’ORO: L’EMERGENZA IRRIGAZIONE NON E’ MAI FINITA…

Torna al centro dell’attenzione la crisi idrica che da tre anni mette in ginocchio decine di aziende agricole della Conca d’Oro. Presso gli impianti irrigui del Consorzio di Bonifica 2 di Palermo, in contrada Chiarandà, si è svolto un incontro tra gli agricoltori proprietari dei terreni serviti dalla struttura, i rappresentanti del Consorzio e l’onorevole Davide Faraone.

L’iniziativa è nata con l’obiettivo di richiamare l’attenzione delle istituzioni e degli enti competenti su una situazione che gli operatori del settore definiscono ormai insostenibile. La mancata erogazione dell’acqua irrigua, infatti, si protrae da tre anni, provocando gravi danni alle produzioni agricole e la perdita di numerosi agrumeti in una delle aree storicamente più vocate dell’agricoltura siciliana.

Le conseguenze si riflettono non soltanto sui bilanci delle aziende agricole, già duramente provate dall’aumento dei costi di produzione e dalle difficoltà del mercato, ma anche sul paesaggio e sull’ambiente. Il progressivo disseccamento delle colture e la perdita del patrimonio arboreo stanno infatti modificando il volto stesso della Conca d’Oro, simbolo storico dell’agrumicoltura palermitana.

Se negli ultimi due anni l’emergenza poteva essere in parte attribuita alla grave siccità che aveva impedito il riempimento dell’invaso a servizio della rete irrigua, gli agricoltori evidenziano come tale giustificazione non possa essere richiamata per la stagione in corso. Le abbondanti precipitazioni registrate durante l’inverno hanno infatti consentito il completo riempimento dell’invaso di approvvigionamento, alimentando aspettative che, ad oggi, restano ancora disattese.

Nel corso del confronto, svoltosi in un clima costruttivo, i rappresentanti del Consorzio hanno illustrato le criticità tecniche e manutentive che stanno rallentando la ripresa del servizio. Gli stessi hanno tuttavia manifestato fiducia nella possibilità di ripristinare l’erogazione dell’acqua entro i prossimi dieci giorni.

Una prospettiva accolta con prudenza dagli agricoltori presenti, che hanno espresso la volontà di verificare concretamente il rispetto degli impegni assunti prima di abbassare il livello di attenzione sulla vicenda. Gli operatori hanno inoltre annunciato che informeranno costantemente gli enti competenti e l’onorevole Davide Faraone sugli sviluppi della situazione.

Per le aziende agricole della Conca d’Oro, ormai allo stremo dopo tre stagioni segnate dall’assenza di acqua irrigua, i prossimi giorni potrebbero rappresentare un passaggio decisivo. Dalla riattivazione del servizio dipende infatti non solo il destino delle colture attuali, ma la stessa sopravvivenza di un comparto produttivo che costituisce una parte fondamentale dell’identità agricola e paesaggistica del territorio palermitano.

La gestione dell’acqua in Sicilia non è più soltanto una questione infrastrutturale. È diventata una delle principali sfide politiche ed economiche dell’isola, un banco di prova per la regione Sicilia che ha il dovere di garantire servizi essenziali a cittadini, imprese e agricoltori.

Negli ultimi anni la Sicilia ha vissuto periodi di siccità sempre più lunghi e intensi, facendo emergere fragilità che da tempo caratterizzano il sistema idrico regionale. Le reti acquedottistiche mostrano ancora elevati livelli di dispersione, numerosi invasi necessitano di interventi di manutenzione e ammodernamento, mentre la programmazione degli investimenti continua a scontare enormi ritardi burocratici e difficoltà amministrative.

L’emergenza idrica è così diventata terreno di confronto politico tra Regione Sicilia, enti locali, gestori del servizio idrico e agricoltori. Da un lato vengono annunciati importanti stanziamenti economici per il rifacimento delle reti, il recupero degli invasi e il potenziamento degli impianti di depurazione; dall’altro, cittadini e categorie produttive chiedono risultati concreti e soprattutto tempi certi per la realizzazione degli interventi.

Gli agricoltori devono fare troppo spesso i conti con disponibilità idriche insufficienti per garantire la regolare irrigazione delle colture e rispettare i tempi della semina e del raccolto. Le riduzioni nelle forniture d’acqua hanno interessato negli ultimi anni produzioni di eccellenza per la nostra Regione come agrumi, vigneti, oliveti e ortaggi, con conseguenze economiche devastanti per aziende già messe a dura prova dall’aumento dei costi energetici, dal cambiamento climatico e dalla concorrenza internazionale.

Le organizzazioni agricole denunciano da tempo la necessità di una gestione più efficiente degli invasi e delle reti irrigue. Una parte consistente dell’acqua disponibile viene infatti dispersa prima di raggiungere le aziende agricole, mentre in alcuni territori gli imprenditori sono costretti a ricorrere a pozzi privati o a ridurre le superfici coltivate per far fronte alla carenza idrica. Una situazione che rischia di compromettere non soltanto i redditi delle imprese, ma anche la competitività dell’intero comparto agroalimentare siciliano.

Resta tuttavia una domanda alla quale, dopo tre anni di disagi, gli agricoltori attendono ancora una risposta convincente: come è stato possibile lasciare senza acqua un comprensorio agricolo di tale importanza economica e ambientale per così tanto tempo?

Se da un lato il Consorzio assicura oggi di essere vicino alla riattivazione del servizio, dall’altro emerge con forza il fallimento della programmazione regionale nella gestione delle infrastrutture idriche. Per anni gli agricoltori hanno denunciato criticità, richiesto interventi e lanciato appelli rimasti spesso inascoltati, mentre aziende, raccolti e agrumeti venivano progressivamente sacrificati sull’altare della burocrazia e dell’inerzia amministrativa.

La crisi della Conca d’Oro non può essere liquidata come una semplice conseguenza della siccità. Quando le piogge sono tornate e gli invasi si sono riempiti, l’acqua ha continuato a non arrivare nei campi. È questo il dato che più di ogni altro chiama in causa le responsabilità della politica regionale e di chi avrebbe dovuto garantire manutenzione, efficienza e tempestività degli interventi.

Oggi gli agricoltori chiedono fatti, non promesse. Perché ogni stagione perduta significa aziende più deboli, posti di lavoro a rischio e un patrimonio agricolo e paesaggistico che rischia di scomparire. E su questa vicenda la Regione Siciliana sarà giudicata non dagli annunci, ma dalla sua capacità di trasformare gli impegni in risultati concreti.

Alessandra Iannì
post

Consulente aziendale, libero professionista, attiva in politica da diversi anni, è Presidente del Circolo di Italia Viva di Bagheria.

Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

I più letti

spot_img

Ultimi Commenti

Mario Mancuso SU VANNACCI, ORA BASTA.
Fabrizio Micari SU HA FALLITO, PRESIDENTE
Damiano Frittitta SU HA FALLITO, PRESIDENTE
Giandomenico Lo Pizzo SU HA FALLITO, PRESIDENTE